L’intera isola di Cuba è stata colpita da un black-out, ha annunciato la compagnia elettrica statale. Si tratta dell’ennesimo blackout causato dal blocco petrolifero imposto dagli Stati Uniti per fare pressione sul governo comunista dell’isola. Le interruzioni di corrente sono state causate da un “blocco completo della rete elettrica nazionale”, ha dichiarato l’Union Nacional Electrica de Cuba (Une) in un comunicato, aggiungendo che sono iniziati i lavori per ripristinare l’erogazione di energia elettrica.
La Une ha annunciato la disconnessione completa del Sistema energetico nazionale, il Sen, con un’interruzione simultanea dell’elettricità in tutto il Paese caraibico. L’avviso, diffuso con poche righe sul canale Telegram della compagnia elettrica dell’Avana, segnala solo l’avvio dei protocolli di ripristino, senza fornire spiegazioni sulle cause. Nella capitale l’interruzione è stata improvvisa. “È stato come uno spegnersi, riaccendersi e spegnersi di nuovo”, racconta una residente del quartiere Nuevo Vedado mentre segnalazioni analoghe arrivano anche da diverse altre province riportano i principali media indipendenti del paese oltre alla Cnn.
Si tratta del primo collasso totale del sistema elettrico nel 2026. Il 4 marzo scorso un guasto alla centrale termoelettrica Antonio Guiteras, a Matanzas, aveva già provocato la caduta della rete in due terzi del Paese. Il ripristino era stato difficile per la carenza di carburante, necessario ad alimentare i microsistemi locali. Il blackout arriva dopo giorni di proteste contro i lunghi tagli di corrente. A Morón, nella provincia di Ciego de Ávila, decine di persone sono scese in piazza gridando “Libertà”. Diverse persone sono state arrestate e le autorità hanno dispiegato forze di sicurezza in varie città.