Storie Web domenica, Aprile 21
Notiziario

Export in ripresa

Sui consumi ci sono segnali misti, le vendite al dettaglio sono scese a dicembre (-0,5% ma 0,1% sui 3 mesi) però a gennaio è risalita la fiducia delle famiglie. Trainano i servizi: l’indce HCOB PMI conferma che il settore è tornato a crescere. L’export è in ripresa, tra nuovi rischi: a dicembre +1,3% (+1,8% nel quarto trimestre, -1,8% nel 2023). Migliorano le prospettive a inizio 2024 secondo gli ordini esteri, in un contesto debole: la tensione nel Mar Rosso ha provocato un allungamento delle tratte e un balzo dei noli (+170% quelli mondiali a metà febbraio) che impatterà sui prezzi all’import (+5% per un +100% prolungato, stime Ocse).

Sale il tasso di occupazione (61,9% a dicembre)

Sono in miglioramento gli indicatori sul lavoro: a dicembre 2023 il tasso di occupazione è salito al 61,9% e quello di attività al 66,8%, mentre la disoccupazione è scesa al 7,2 per cento. Il potere di acquisto dei salari, iniziato a primavera 2023, è atteso in rafforzamento ne 2024 e, solo in parte, sosterrà i consumi delle famiglie.

Eurozona: chiusura d’anno stagnante

Quanto all’Eurozona ha avuto un andamento stagnante nel 4° trimestre, a inizio 2024 c’è un lieve miglioramento della fiducia, ma molto sotto i livelli di inizio 2022. Negli Usa ci sono segnali di frenata, con la produzione industriale che a gennaio ha perso terreno (-0,1%) dopo il modesto recupero di fine 2023, la Cina è sopra le attese, +5,2%, e ciò rende migliori le prospettive per il 2024.

Migliorano le condizioni per investire

Tornando agli investimenti, nel quarto trimestre 2023 sono migliorate le condizioni per investire, pur restando negative (saldo a -20,9 da -31,0); l’incertezza si è ridotta nei tre mesi fino a gennaio 2024, la domanda è migliorata poco a inizio 2024. Per le costruzioni c’è stato a dicembre un balzo dell’indice RTT, forse legato alla scadenza del superbonus.

I flussi di credito torneranno positivi

Per le imprese si inizia ad attenuare la tensione sul credito bancario: a dicembre -3,9% (da -6,7% a dicembre). Ma andiamo peggio rispetto agli altri paesi europei: il minor credito, dovuto ai tassi alti che comprimono la domanda e una stretta sull’offerta, riducono la competitività della manifattura italiana. I dati più a breve mostrano che in Italia la flessione dei prestiti si è quasi annullata, -0,3% a dicembre da settembre, e i flussi di credito sono attesi a tornare in positivi nella seconda metà del 2024, per il calo dei tassi.

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