
«Il decreto legge approvato dal governo garantisce continuità ad un impegno che l’Italia ha assunto con serietà e coerenza fin dal primo giorno dell’aggressione russa. E lo facciamo in una fase delicata, che molti definiscono di transizione. Segnata dal moltiplicarsi di contatti e segnali di una possibile apertura negoziale che tutti auspichiamo. La prospettiva di una pace stabile e duratura ci vede non solo favorevoli ma attivi e partecipi in prima persona come Nazione. Quando si parla di pace il pericolo maggiore è scambiare un desiderio per la realtà. La pace non arriva perché la invochiamo, la invochiamo. Né perché l’opinione pubblica è stanca della guerra. La pace si costruisce con fatica, con fermezza e con lucidità. Con responsabilità e un lavoro intenso. Che magari un giorno si vede distrutto e bisogna ricominciare a ricostruire».
Così Guido Crosetto. Il ministro della Difesa è intervenuto nella mattinata di giovedì 15 gennaio alla camera per comunicazioni sull’Ucraina. Dopo l’intervento, seguirà la discussione generale per un’ora e mezza e la replica del titolare della Difesa. Infine, saranno annunciati i pareri sulle risoluzioni presentate, le dichiarazioni di voto e il voto. Nel pomeriggio il ministro interverrà al Senato.
Crosetto: «Interrompere sostegno a Kiev è rinuncia alla pace»
«Interrompere oggi il sostegno e l’aiuto all’Ucraina significherebbe rinunciare alla pace prima di averla costruita», ha sottolineato Crosetto. «Sostenere l’Ucraina non significa voler prorogare il conflitto, significa evitare che la fine dell’ostilità si trasformi in una pace apparente e fragile, costruita sull’ingiustizia e destinata a spezzarsi nuovamente», ha proseguito il ministro.
Risoluzione centrodestra: proseguire sostegno a Kiev con Nato, Ue e G7
“Continuare a sostenere l’Ucraina, in coordinamento con la Nato, l’Unione europea, i paesi G7, e gli alleati internazionali, attraverso un contributo coerente con gli impegni assunti e finalizzato alla difesa della popolazione, delle infrastrutture critiche ed in prospettiva alla sicurezza complessiva del continente europeo”. È questo uno degli impegni contenuti nella risoluzione di maggioranza in occasione delle comunicazioni di Crosetto sul decreto Ucraina. Si propone inoltre l’impegno “a proseguire l’azione diplomatica dell’Italia, lavorando per favorire le iniziative volte a un cessate il fuoco ed al compimento del processo negoziale in corso, che conduca a una pace giusta e duratura, fondata sul rispetto della sovranità dell’Ucraina nel decidere il proprio futuro; a rafforzare il contributo italiano alle iniziative di resilienza energetica, di ricostruzione, sviluppo e stabilizzazione macro-finanziaria dell’Ucraina, in coordinamento con la piattaforma donatori G7, anche attraverso forme di cooperazione industriale e partenariati strategici, in un’ottica di sicurezza, cooperazione e crescita europea, e facilitando il coinvolgimento del nostro tessuto imprenditoriale, incluso nei programmi UE in corso di attuazione; a garantire adeguata informazione nei confronti del Parlamento sull’attuazione del decreto e sugli sviluppi dei negoziati internazionali in corso, assicurando pieno rispetto delle prerogative parlamentari e trasparenza nei limiti imposti dalla necessaria tutela delle informazioni a carattere classificato; a valorizzare il rafforzamento degli aiuti di carattere civile, sanitario, logistico e umanitario, rispondendo alle esigenze di protezione della popolazione e delle infrastrutture essenziali, in linea con le sensibilità espresse dal Parlamento nel suo complesso”.