Storie Web martedì, Aprile 23
Notiziario

Continuano a Firenze le ricerche dei vigili del fuoco per il ritrovamento del corpo del quinto operai disperso dopo il crollo nel cantiere del supermercato Esselunga. Le operazioni rese difficili dal rischio di nuovi cedimenti. Indagini in corso.

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I vigili del fuoco di Firenze sono ancora al lavoro per ritrovare il quinto disperso del crollo nel cantiere del supermercato Esselunga in via Mariti. A tre giorni di distanza dal crollo manca ancora un operaio all’appello. Il punto in cui dovrebbe trovarsi il corpo sarebbe stato individuato e sarebbe stato confermato anche dai cani. Le ricerche del disperso sono contestuali alla cauta rimozione di travi e blocchi crollati.

Tuttavia, le operazioni sono rese ancora più complicate anche per il rischio di ulteriori crolli. “La difficoltà più grande è mettere in sicurezza il cantiere — ha spiegato al Corriere della Sera Alessandro Susini, 65 anni, veterano dei Vigili del fuoco in forza all’Usar (Urban search and rescue) — ci sono travi che non sono stabili e che rischiano di scivolare, portandosi dietro altri pezzi della struttura. Questo fa rallentare le ricerche. Di fronte ad ogni tragedia arrivi sempre con la speranza di salvare qualcuno, il nostro obiettivo è quello di trovare le persone vive”.

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Il cantiere intanto è sotto sequestro dopo il crollo verificatosi lo scorso venerdì 16 febbraio. Quattro le vittime già accertate, oltre all’autotrasportatore Luigi Coclite, le altre sono di origine magrebina come il disperso. Si chiamavano Mohamed Toukabri, un tunisino di 54 anni, Mohamed El Ferhane, 24 anni, e Taoufik Haidar, 45 anni. Atri tre operai sono rimasti feriti.

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Proseguono anche le indagini per chiarire i motivi del crollo nel cantiere in via Mariti. La procura di Firenze ha aperto un procedimento penale (al momento senza indagati) per omicidio colposo plurimo e crollo colposo.

Oltre all’errore umano nell’assemblaggio o a quello di calcolo nella progettazione, stanno venendo messe in campo verifiche anche per escludere che il cedimento della trave, lunga 20 metri e pesante 15 tonnellate e consegnata al cantiere la mattina stessa della tragedia, sia stato originato da un problema di natura strutturale. Per questo gli inquirenti stanno concentrando la loro attenzione sulla Rdb Italprefabbricati, l’azienda che l’ha prodotta.

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