Storie Web venerdì, Marzo 1
Notiziario

Prospettive rosee in vista per il mondo del private equity.Nel 2024 in termini di operazioni il settore potrebbe superare l’anno che si è appena concluso. Sono attese infatti già nel primo semestre 240 operazioni a fronte delle 217 del primo semestre 2023, anno che complessivamente ne ha totalizzate 456. È quanto emerge dalla 43esima edizione della Private Equity Survey di Deloitte, elaborata dalla società con il supporto di Aifi (Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt).

Le aspettative

Sulle aspettative degli operatori riguardo alla prima metà del 2024, il Deloitte Private Equity Confidence Index 2024 sale rispetto al passato e si attesta su un valore di 107 punti (pari a 240 deal attesi) con oltre il 72% degli operatori che prevede un miglioramento o una stabilizzazione del panorama economico italiano nei prossimi sei mesi (contro circa il 70% della passata edizione). «Il 72,4% degli operatori per il primo semestre 2024 prevede uno scenario macroeconomico migliorativo o comunque stabile, la quota più alta registrata nelle ultime quattro edizioni della Survey. Stesso trend si registra sulle operazioni attese – spiega Ernesto Lanzillo, Deloitte Private Leader – con circa il 50% degli operatori che prevede un numero di operazioni in linea al 2023 e il 29,3% in aumento».

IL TREND DELLE TRANSAZIONI

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I fattori propulsivi

Gli operatori sembrano essere meno sensibili alle avversità macroeconomiche e geopolitiche, stimolati da molti impulsi positivi: dai principali trend trasformativi, come gli avanzamenti tecnologici, in particolare l’interesse nell’intelligenza artificiale, e l’attenzione crescente alle tematiche Esg. Gli incentivi come il Pnrr e il Next Generation Eu continuano poi a giocare un ruolo significativo come motore di crescita nel settore. Inoltre, in un contesto di politica monetaria restrittiva, crescono i fondi di private credit, fonte alternativa di finanziamento per fare acquisizioni.

COSA RISERVA IL PRIMO SEMESTRE 2024

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Gestione di portafoglio

La priorità per molti nella prima metà del 2024 sembra essere l’attività di gestione. Cresce la quota di chi prevede di dedicarsi ad essa, attestandosi al 36,2%, valore più alto registrato dal 2020 a oggi. Scende molto invece la quota di chi si dedicherà alle attività di exit, dal 9,6% all’1,7%: per molti non è ancora il momento di cedere i propri investimenti, come confermato anche dai dati che vedono le aspettative sui multipli di mercato ancora in calo per il 67,3% degli intervistati. Mentre circa il 47% di operatori prevede di concentrarsi su attività di scouting.

«In merito alle nuove opportunità, rileviamo che la presenza di strategie Esg – aggiunge Lanzillo – nelle target rappresenti un fattore sempre più significativo. Il 16,9% degli intervistati lo considera l’elemento più rilevante durante la fase di valutazione di un investimento, in netta crescita rispetto al 12,8% del semestre passato. L’attenzione alle considerazioni ambientali, sociali e di governance rappresenta un importante strumento di creazione di valore in grado di restituire agli investitori ritorni sopra alla media nel medio-lungo termine».Altrettanto importante risulta l’accelerazione dei trend tecnologici, con particolare riferimento agli sviluppi nell’artificial intelligence, segnalato infatti dal 15,7% degli operatori come fattore per le decisioni di investimento.

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