
Il governo italiano è pronto a costituirsi parte civile nella vicenda giudiziaria per la strage di Crans Montana dove 40 persone, tra le quali sei giovani italiani, sono morte nell’incendio divampato nel locale Le Constellation, la notte di Capodanno. Un vertice a Palazzo Chigi con i parenti di tutte le sei vittime italiane e i loro legali è servito a stabilire una linea comune.
«L’Avvocatura dello Stato si sta attivando in prospettiva della costituzione di parte civile in un procedimento in Svizzera, ovviamente diventa punto di riferimento per lo Stato e il governo rispetto a tutti coloro che intendono far valere le loro ragioni nel procedimento in Svizzera», ha annunciato il sottosegretario alla presidenza del consiglio Alfredo Mantovano in una conferenza stampa dopo l’incontro. «Intendiamo proporre alle nazioni Ue una sorta di coordinamento per affiancare, nel rispetto del diritto elvetico ma in coerenza con le esigenze e i diritti dei danneggiati, l’autorità giudiziaria elvetica e si utilizzeranno tutti gli strumenti disponibili a cominciare da Eurojust», ha continuato il sottosegretario aggiungendo che l’intenzione dell’esecutivo è chiedere anche «alla Commissione Ue di costituirsi parte civile nel procedimento aperto in Svizzera».
Intanto sono già allo studio le prossime mosse. «Abbiamo notizia che la procura di Roma ha aperto un fascicolo contro ignoti per i reati di incendio e omicidio colposo aggravato: saranno chieste delle rogatorie all’autorità svizzera per conoscere tutte le circostanze utili alla ricostruzione dell’evento – ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio -. Il codice penale prevede anche la richiesta del ministro della Giustizia italiano per procedere eventualmente contro queste persone, richiesta che siamo intenzionati a fare appena si creeranno i presupposti». «La collaborazione tra autorità giudiziaria italiana e svizzera e tra governo italiano e svizzero è buona, le difficoltà sono essenzialmente di ordine normativo», ha aggiunto il guardasigilli ricordando le differenze legate anche al fatto che la Svizzera non fa parte della Ue. Obiettivo del governo è fare in modo che sul fronte giudiziario «l’Italia, in tutte le sue istituzioni e anche attraverso le famiglie, abbia un’unica voce».
Il legale delle famiglie: parlare con una voce unitaria ci porterà risultati
Un auspicio raccolto dalle famiglie: «L’incontro è stato molto importante e, credo a nome dei parenti delle vittime e dei colleghi, non posso che ringraziare il governo per il sostegno dichiarato e provato e per la vicinanza», ha commentato l’avvocato Alessandro Vaccaro, legale dei parenti di una delle vittime di Crans Montana e intervenuto in rappresentanza di tutti. Convinto che «parlare con una voce unitaria ci porterà risultati», il legale ha precisato che non è questione di risarcimenti ma «di accertare i fatti: c’è ancora tanta strada da fare e il sostegno della politica, dello Stato e del governo ci aiuta per far sentire la nostra voce che sarà unitaria».
Avvocato generale dello Stato: presenza dello Stato non solo formale
Ha puntato sulla necessità di un coordinamento anche l’avvocato generale dello Stato Gabriella Palmieri Sandulli: «Noi vogliamo dare un significato alla presenza dello Stato, non solo formale, ma anche sostanziale di aiuto alle famiglie». Se l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, ha ricordato che “«l Cantone vallese ha deciso di stanziare 10mila franchi per ogni vittima e ferito» e che c’è la possibilità di chiedere aiuti anche ad altri Cantoni, il Capo della Protezione civile Fabio Ciciliano ha ricordato la mobilitazione, fin dall’inizio, per i feriti.