Storie Web venerdì, Gennaio 2
Crans-Montana, come funziona il protocollo Dvi per identificare corpi carbonizzati

“Per arrivare all’identificazione di tutte le vittime” della strage di Crans-Montana in Svizzera “ci vorranno almeno 5-6 giorni. Ci sono delle procedure – appena il luogo sarà ispezionabile – che vengono messe in atto per accertarne l’identità”.Così all’Adnkronos Salute Matteo Scopetti, professore associato Medicina legale Università Sapienza di Roma e dirigente medico dell’Aou S.Andrea di Roma.

“Quello che è accaduto in Svizzera è un mass disaster (o disastro di massa) – prosegue – che può essere causato da eventi naturali, penso ad un terremoto, o indotti dall’uomo” come nel caso della strage del locale di Crans-Montana “questi eventi hanno delle caratteristiche molto precise e spesso per l’entità, come accaduto in Svizzera, coinvolgono sanitari di più paesi che possono aiutare e collaborare insieme. Sul luogo della strage operano team di specialisti Dvi (Disaster victim identification) che hanno il compito di identificare i corpi carbonizzati o interessati dall’esplosione – precisa Scopetti – Il primo step è l’ispezione esterna del cadavere, se ci sono elementi di identificazione, se il corpo è integro, se ci sono delle caratteristiche deboli (come il colore degli occhi o tatuaggi) e altre più forti (come la dentatura e le impronte digitali).

Per finire poi nei casi più difficile con l’analisi del Dna. Non è un lavoro facile e veloce, io ho partecipato ai soccorsi e al team Dvi per il terremoto di Amatrice, servono diversi giorni per arrivare ai primi risultati”. “Tra i vari approcci – prosegue – c’è un sistema di identificazione che integrata le informazioni ’ante mortem’ e ’post mortem’. Il medico legale che approccia all’esame del cadavere deve lavorare in sintonia con gli organi di polizia a cui arrivano le informazioni legate alle denunce di scomparsa dei familiari, testimonianze e consultazione, se esistente, della lista dei presenti. Spesso queste informazioni poi si matchano per arrivare ad un identikit.

Nei disastri in cui cade un aereo noi abbiamo una lista chiusa, ci sono i nomi dei passeggeri e questo aiuta nell’identificazione dopo l’incidente. Nel caso dell’incendio del locale in Svizzera – osserva – la situazione è più aperta, abbiamo forse il nome di chi ha prenotato il tavolo ma non di chi è entrato. Le autorità svizzere, visto il coinvolgimento di nostri connazionali, immagino che accetteranno l’aiuto di esperti italiani per accelerare tutte queste procedure e arrivare il prima possibile a dare un nome e cognome alle vittime e una risposta alle richieste dei familiari.

Israele invia team

Israele ha offerto assistenza e inviato in Svizzera una squadra di servizi d’emergenza dopo il devastante incendio di Crans-Montana, il cui bilancio attuale è di 47 morti e almeno un centinaio di feriti. A renderlo noto è l’ufficio del presidente Isaac Herzog, che ha sentito l’omologo svizzero Guy Parmelin esprimendo le condoglianze di Israele e la disponibilità a fornire aiuto concreto.

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