Storie Web martedì, Marzo 24

COPENHAGEN – La forma di protesta non è nuova: andare a colpire un Paese nei suoi interessi economici, evitando di acquistare prodotti di sua produzione o proprietà. E non è nuovo neppure il destinatario: gli Stati Uniti, già oggetto di boicottaggi in ripetute e anche relativamente recenti occasioni storiche. Quello che è nuovo nella protesta anti-americana che ha unito, a partire dall’anno scorso, diversi Paesi nordici contro le politiche commerciali della seconda presidenza Trump e, ancor di più, contro le mire espansionistiche nei confronti della Groenlandia sono gli strumenti tecnologici, che oggi possono contare anche sull’intelligenza artificiale.

A raccontarne la genesi è Ian Rosenfeldt, creatore di Made O’Meter, la prima app danese che permette di scannerizzare e definire, grazie appunto all’IA, se un prodotto è americano o no.

«Lavoro in un’azienda che si occupa di marketing digitale e mi occupo di sviluppo commerciale – racconta -. Stavo sperimentando le capacità dell’IA di riconoscere i prodotti senza utilizzare il codice a barre quando il presidente americano Donald Trump ha imposto dazi su Messico e Canada. E ho pensato, insieme a molti danesi, messicani e canadesi, che fosse davvero ingiusto. Così mi sono unito a un gruppo di boicottaggio su Facebook per capire cosa si potesse fare, perché è piuttosto difficile boicottare qualcosa quando non si sa come ottenere le informazioni su un prodotto. Il codice a barre ci indica infatti solo l’ultimo anello della catena di proprietà. Così mi sono ricordato che avevo fatto questi esperimenti con l’IA e ho pensato che potesse aiutarmi in questo, prendendo l’immagine di un prodotto e dicendo non solo chi lo produce e lo distribuisce, ma potesse anche fare una ricerca approfondita per scoprire chi possiede effettivamente il marchio, chi ci guadagna dal fatto che io lo compri».

È nata così, nel marzo dell’anno scorso, Made O’Meter, iniziativa privata di Rosenfeldt al di fuori della sua attività imprenditoriale (è cofondatore di InboundCPH, ndr) e senza fini commerciali, visto che la app o il browser sono scaricabili e utilizzabili gratis e comportano anzi dei costi, al punto che viene richiesto un supporto a fruitori e simpatizzanti.

Rimessa sul mercato dopo due o tre mesi per correggere delle imprecisioni che compromettevano l’efficacia della prima versione, la app consente oggi – Rosenfeldt ne dà una dimostrazione pratica durante l’intervista – di fotografare un prodotto o inserirne il nome, ottenendo in risposta le informazioni richieste e anche le alternative disponibili sul mercato.

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