L’autopsia eseguita sulla carcassa di Timmy, la megattera trovata morta nei giorni scorsi vicino all’isola danese di Anholt, non ha permesso di individuare una causa chiara del decesso. Lo hanno riferito i veterinari e gli esperti che giovedì hanno esaminato l’animale sulla spiaggia dove era stato trascinato a riva.
Secondo Tim Jensen, veterinario dell’Università di Copenaghen, sono stati prelevati campioni di tessuto che verranno ora analizzati in laboratorio. Durante l’esame sono stati individuati alcuni parassiti nei reni e nello stomaco, ma gli esperti hanno escluso che possano aver causato la morte dell’animale.
I veterinari hanno inoltre escluso la presenza di reti da pesca, lenze o altri corpi estranei nello stomaco dell’animale, mentre sulla carcassa non erano evidenti ferite o lesioni.
I ricercatori sottolineano tuttavia che lo stato di decomposizione potrebbe aver cancellato alcuni elementi utili all’indagine.
L’unica certezza emersa dall’esame è che la megattera era una femmina.
L’autopsia rappresenta l’ultimo capitolo della vicenda di Timmy, il giovane cetaceo che nelle scorse settimane aveva attirato l’attenzione di ambientalisti e coinvolto l’opinione pubblica in Germania e Danimarca.
Dopo settimane trascorse nelle acque basse del Mar Baltico tedesco e ripetuti tentativi di salvataggio, una società privata aveva ottenuto dalle autorità locali l’autorizzazione a trainare l’animale verso acque più profonde.
L’operazione, sostenuta da una forte mobilitazione sui social, aveva suscitato critiche da parte di alcuni scienziati, secondo i quali ulteriori interventi rischiavano di prolungare inutilmente la sofferenza dell’animale.
Quando una megattera morta è stata avvistata vicino ad Anholt, tra la Danimarca e la Svezia, gli esperti avevano ipotizzato che potesse trattarsi proprio di Timmy.
Gli esami effettuati sulla carcassa hanno confermato l’identificazione, ma non hanno ancora chiarito la causa della morte.
