Storie Web venerdì, Febbraio 23
Notiziario

È arrivata la bozza del ddl sulla trasparenza delle iniziative di beneficenza, voluto dal governo Meloni dopo il caso di Chiara Ferragni. Si prevede di dare informazioni chiare già sull’etichetta dei prodotti, con sanzioni fino a 50mila euro per chi non si adegua.

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Giorgia Meloni aveva annunciato che a breve il governo avrebbe presentato un disegno di legge sulla trasparenza delle iniziative di beneficenza. Ora la norma, ‘ispirata’ dal caso Ferragni, è pronta e giovedì sarà sottoposta al Consiglio dei ministri, per poi iniziare il suo iter in Parlamento: nel testo – che Fanpage.it ha potuto leggere – si prevedono obblighi specifici per le aziende che fanno iniziative commerciali di beneficenza, con sanzioni da 5mila a 50mila euro.

Intervistata su Rete 4, la presidente del Consiglio aveva parlato del caso di Chiara Ferragni e le indagini che al momento coinvolgono l’imprenditrice e influencer: “L’unica cosa che mi interessa”, aveva detto Meloni, “è che la vicenda ha fatto vedere che effettivamente c’è un buco, per quanto riguarda la trasparenza, nella normativa delle attività commerciali che hanno anche uno scopo benefico. Voluto o non voluto è una cosa nella quale si può incappare”. Così, aveva annunciato: “Stiamo facendo una norma che dice che per le attività commerciali che hanno anche uno scopo benefico sulla confezione di quello che vendi devi specificare a chi vanno le risorse, quante risorse vanno in beneficenza”.

Quali sono i nuovi obblighi

Il ddl in effetti si riferisce “alla promozione, alla vendita o alla fornitura ai consumatori di prodotti, i cui proventi siano in parte destinati a scopi di beneficenza“. Insomma, iniziative simili a quelle portate avanti dall’azienda dolciaria Balocco nel caso del pandoro sponsorizzato da Ferragni, e a molte altre.

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I consumatori, si legge nel testo, “hanno diritto di ricevere dai produttori e dai professionisti un’adeguata informazione […] circa la destinazione in beneficenza di una parte dei proventi della vendita di un prodotto”. Perciò, se la proposta dovesse diventare legge scatterebbe l’obbligo di inserire nell’etichetta:

  • il destinatario della beneficenza
  • lo scopo dei soldi devoluti in beneficenza
  • l’importo complessivo che sarà destinato alla beneficenza, se è già predeterminato, o altrimenti la percentuale del prezzo che andrà in beneficenza.

Le stesse informazioni dovranno essere fornite anche nelle pubblicità del prodotto in questione. A vigilare sarà l’Autorità garante della concorrenza, o Antitrust. Lo stesso ente che, lo scorso dicembre, ha multato la società di Ferragni per oltre un milione di euro.

Multe fino a 50mila euro e sospensione dell’attività

In quel caso, però, si parlava di pratica commerciale scorretta. In eventualità simili, o se vengono commessi dei reati, non sarà il nuovo ddl ad essere attuato, ma le norme già esistenti. Nei casi del “buco sulla trasparenza” citato da Meloni, invece, dovrebbero applicarsi le sanzioni previste dalla nuova proposta di legge. Si parla di una “sanzione amministrativa da 5mila euro a 50mila euro“. In caso di multa, in più, l’azienda sarà obbligata a darne notizia sul proprio sito in modo che il pubblico sia “informato compiutamente”.

Nei casi di “maggiore gravità”, la multa potrebbe essere aumentata fino a due terzi, arrivando quindi a 83mila euro. Infine, se la violazione dovesse essere ripetuta più volte nonostante la multa, si potrà disporre la sospensione dell’attività, per un periodo da un mese a un anno.

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