Storie Web lunedì, Gennaio 19
Corte di Appello di Milano, 13 condanne per saluti romani al corteo per Ramelli del 2018

La Corte di Appello di Milano ha confermato le condanne per tredici esponenti legati a Lealtà Azione, Casapound ed ex Forza Nuova a cui il tribunale aveva inflitto quattro mesi di reclusione per aver fatto “la chiamata del presente” e il saluto romano durante la commemorazione del 29 aprile 2018 per l’esponente del Fronte della Gioventù Sergio Ramelli, aggredito a Milano il 13 marzo del 1975 da un gruppo di Avanguardia Operaia e morto successivamente in ospedale.
La quarta sezione penale della Corte ha ritenuto integrato il reato della violazione dell’articolo 5 legge Scelba, mentre ha assolto – sulla base della sentenza delle sezioni unite della Cassazione – dall’altra accusa di incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali previsto dalla legge Mancino.
Tra gli imputati figurano esponenti di spicco delle tre formazioni di estrema destra: Gianluca Iannone, leader di CasaPound, Duilio Canu, all’epoca vicesegretario nazionale di Forza Nuova e Stefano Del Miglio di Lealtà Azione. 

Secondo le indagini della Digos di Milano, questi ultimi “conducevano il corteo non autorizzato” con circa 2mila persone che dalla chiesa dei santi Nereo e Achilleo “si arrestava di fronte alla targa commemorativa e al murale di ricorso di Sergio Ramelli”, nella vicina via Paladini. Davanti al murale era poi andata in scena per tre volte “la chiamata del presente” a cui per altrettante volte era stata seguita dal saluto romano. 

Tra i circa i duemila partecipanti, gli investigatori della Digos dall’analisi dei video hanno identificato e indagato i 13 condannati, difesi dagli avvocati Antonio Radaelli, Mario Giancaspro e Jacopo Cappetta.

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