Storie Web lunedì, Febbraio 16
Correnti nel Csm come strumento para-mafioso

La campagna per il referendum sulla riforma della giustizia si è infiammata dopo un’intervista del Guardasigilli Carlo Nordio, che ha definito “para-mafioso” il meccanismo delle correnti nella magistratura.

Le reazioni delle opposizioni e dell’ANM

Le dichiarazioni hanno scatenato una reazione durissima: Elly Schlein (PD): Ha definito le parole un insulto ai magistrati caduti nella lotta alla mafia, chiedendo l’intervento della Premier Meloni. Giuseppe Conte (M5S): Ha accusato il governo di gettare fango sulle istituzioni per proteggere la politica dalle inchieste. L’Associazione Nazionale Magistrati ha parlato di “pozzi avvelenati” e di offesa alla memoria di chi ha perso la vita combattendo la criminalità.

La difesa del Ministro e della maggioranza 

Nordio ha replicato definendo l’indignazione “scomposta” e precisando di aver solo citato dichiarazioni del 2019 del pm Nino Di Matteo sul “metodo mafioso” all’interno del CSM. In sua difesa, Fratelli d’Italia ha ribadito la necessità di scardinare il sistema di potere delle correnti.

Un dibattito lontano dal merito 

Nonostante gli appelli alla moderazione di figure come Guido Crosetto (che invita a studiare i contenuti tecnici) e Carlo Calenda (che richiama al decoro istituzionale), la tensione tra i due schieramenti rimane altissima a poche settimane dal voto del 22 e 23 marzo, trasformando la riforma in uno scontro politico frontale anziché in un confronto nel merito.

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