Le sezioni interessate
I giudici di Palazzo Spada, rispetto ai ricorsi presentati contro la sentenza di primo grado, riformano quel pronunciamento nella parte in cui ha disposto l’annullamento delle operazioni elettorali per le sezioni 2, 90, 140 e 145. Ne consegue che le nuove elezioni riguarderanno le sezioni 25, 28, 31, 42, 43, 44, 45, 46, 47, 51, 55, 57, 71, 73, 74, 78, 89, 95, 117, 137, 157, 166 e 169.
Perchè il voto non è stato annullato totalmente
Nella sentenza, il Consiglio di Stato spiega anche perché non si deve procedere all’annullamento totale del voto. «Il Collegio – si legge – ha ritenuto di ritenere mere irregolarità gli errori di verbalizzazione, nella misura in cui non ridondino in una compressione della libera espressione del voto, e cioè in tutti i casi è stato possibile, tramite la verificazione, ricostruire la tracciabilità delle schede e l’attendibilità del risultato. E dunque sono state annullate le operazioni elettorali” solo nelle sezioni per le quali “non è stato possibile desumere la volontà del corpo elettorale». Ciò ha comportato una «valutazione caso per caso, sezione per sezione, come del resto bene posto in evidenza dalla sentenza appellata, che il Collegio ha ritenuto di condividere, anche in ragione della particolarità della vicenda in esame, caratterizzata proprio dal notevolissimo, complessivo, disordine nella verbalizzazione, chiaramente confermato dalla verificazione».
I voti in più
Le verifiche hanno permesso di accertare «i soli casi in cui questo disordine ha raggiunto livelli tali da concretizzarsi in un vero e proprio vizio sostanziale». A proposito della cosiddetta prova di resistenza, cioè il numero di 584 voti in più rispetto a 30.952 che hanno consentito al sindaco di vincere al primo turno, «non può affermarsi, con un sufficiente grado di certezza, che l’annullamento degli atti, nei limiti della illegittimità accertata, sarebbe inidoneo ad una modifica sostanziale del risultato».
Il presidente Sospiri: voto valido, ma ci sono errori materiali
«La sentenza odierna del Consiglio di Stato dimostra e certifica di nuovo che le ultime elezioni amministrative al Comune di Pescara erano e sono valide. Ci sono stati degli errori materiali commessi dai presidenti di seggio nominati dalla Corte d’Appello e da una ingarbugliata azione di verifica attuata dall’allora vertice della Prefettura. Ripeteremo il voto in appena una ventina di sezioni, voto che confermerà il vantaggio mai superabile del sindaco legittimamente in carica Carlo Masci», ha dichiarato il presidente del Consiglio della Regione Abruzzo, Lorenzo Sospiri, commentando la vicenda.
Candidato centrosinistra Costantini: il sindaco chieda scusa ai cittadini
«Il sindaco Masci dovrebbe chiedere scusa a tutti i pescaresi per non essere riuscito a garantire la regolarità del momento democratico che porta i cittadini a votare», sostiene Carlo Costantini, candidato sindaco della coalizione di centrosinistra alle elezioni amministrative di Pescara nel 2024. «Masci e il centrodestra dovrebbero chiedere scusa anche ai magistrati del Tar. Il Consiglio di Stato ha certificato la piena correttezza del processo logico e giuridico che ha portato il Tribunale amministrativo di Pescara all’annullamento delle elezioni e, quindi, Masci e gli esponenti del centrodestra dovrebbero rimangiarsi tutte le accuse che per giorni hanno rivolto agli autori di questa sentenza», ha detto Costantini. Alle elezioni 2024 la coalizione di centrosinistra si era fermata al 34,42%, con 21.192 voti.