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Notiziario

Si chiama pTau217 ed è un test sviluppato dalla società californiana ALZpath in grado di predire lo sviluppo l’Alzheimer mediante un esame del sangue: identifica i livelli di proteina Tau 217 fosforilata, un biomarcatore correlato all’insorgenza della malattia.

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Un innovativo test diagnostico, in grado di rilevare l’Alzheimer decenni prima della comparsa dei sintomi, sta per cambiare la storia della forma di demenza più comune. Il test, sviluppato dalla società californiana ALZpath, si chiama pTau217 ed è un semplice esame del sangue in grado di identificare con un alto grado di precisione i livelli di proteina Tau fosforilata al residuo 217, un biomarcatore ematico correlato all’insorgenza dell’Alzheimer.

Secondo un nuovo studio, pubblicato su JAMA Neurology, il test pTau217 di ALZpath offre “un’accuratezza diagnostica elevata” e paragonabile a quella degli attuali test del liquido cerebrospinale attualmente disponibili. Tuttavia, rispetto ai test del liquido cerebrospinale, che richiedono una dolorosa procedura di rachicentesi (la puntura lombare, in cui un ago viene inserito nel canale spirale), il test pTau217 è significativamente meno invasivo, oltre ad avere un costo decisamente inferiore (il prezzo del test dovrebbe essere compreso tra 200 e 500 euro).

Il test pTau217 di ALZpath che rileva l’Alzheimer in anticipo

Il test pTau217 sviluppato da ALZpath è un’innovativa soluzione diagnostica per l’Alzheimer in grado di rilevare la presenza di tau fosforilata al residuo 217, uno dei più promettenti biomarcatori dell’Alzheimer, le cui variazioni sono riscontrabili già molti anni prima della comparsa dei sintomi della malattia.

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Il test, già utilizzato in numerosi laboratori in tutto il mondo e presto disponibile per uso clinico, è un esame del sangue – avviene mediate un normale prelievo – che permette di individuare le variazioni di p-tau217, che a livelli elevati consente di prevedere l’accumulo di altre proteine dannose, la beta amiloide e la tau, nel cervello. Attualmente, l’unico modo per identificare l’accumulo di beta-amiloide e tau nel cervello, è sottoporsi a una scansione cerebrale (PET) oppure, come detto, a rachicentesi, due procedure spesso inaccessibili e particolarmente costose.

Al contrario, questo semplice esame del sangue è risultato accurato fino al 96% nell’identificare livelli elevati di beta amiloide e fino al 97% nell’identificare gli accumuli di tau, secondo lo studio appena pubblicato. “La cosa impressionante di questi risultati è che l’esame del sangue era altrettanto accurato quanto i test avanzati come i test del liquido cerebrospinale e le scansioni cerebrali nel mostrare la patologia del morbo di Alzheimer nel cervello” ha affermato Nicholas Ashton, professore di neurochimica presso l’Università di Göteborg in Svezia e autore principale dello studio.

I risultati di accuratezza diagnostica “sono determinanti nell’ambito dei biomarcatori ematici dell’Alzheimer, e aprono la strada all’uso clinico del test ALZpath pTau 217” hanno aggiunto i professori Kaj Blennow e Henrik Zetterberg dell’Università di Göteborg, coautori della pubblicazione.

Il test pTau217 di ALZpath può aiutare gli operatori sanitari a determinare la presenza di placche amiloidi nel cervello, un segno distintivo del morbo di Alzheimer – ha affermato il dottor Andreas Jeromin, direttore scientifico di ALZpath – . Questa capacità diagnostica offre un aiuto sempre più vitale nella gestione medica e nelle decisioni terapeutiche per l’Alzheimer, soprattutto ora che i nuovi trattamenti per la malattia diventano più accessibili”.

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