Il punto, ovviamente, è lasciare il computer accesso. Il vantaggio, o almeno di questo sono convinti ad Anthropic, è che sarà possibile affidare dei comandi a Claude da eseguire sulla macchina, portatile o fissa che sia, direttamente dal proprio smartphone.
Lato desktop serve aver installato l’app di questo modello di AI, che prevede le opzioni Claude Cowork e Claude Code, la seconda delle quali specializzata nella programmazione, che hanno la possibilità di creare e modificare file sul pc o, meglio, su una specifica cartella cui è stato dato loro accesso. Sia su questa che sul proprio telefono occorre abilitare la funzione Dispatch e il gioco è fatto.
Si è in ritardo per un appuntamento di lavoro? Si può chiedere a Claude di salvare il keynote che si deve presentare e allegarlo all’appuntamento sul proprio calendario, così da renderlo disponibile a tutti i partecipanti al meeting. Ci sono delle foto da ritagliare in una cartella? È possibile mettere l’AI di Anthropic al lavoro mentre la controparte umana si dedica ad altre attività.
Per capire quali software impiegare, Claude comincerà da quelli che è autorizzato ad utilizzare. È infatti possibile connettere questo modello a programmi come Slack o Google Calendar. Una soluzione che, sfruttando le API, andrebbe a ridurre i margini di errore. Non dovesse trovarli, prenderebbe il controllo di mouse, tastiera e schermo per portare a termine il compito assegnato.
Ora, dare questo tipo di accesso al proprio computer ad una macchina fa suonare più di un campanello di allarme. Ne sono consapevoli anche ad Anthropic e infatti, nel lanciare questa funzionalità, l’azienda ha specificato che prima di prendere il controllo del pc e portare a termine qualsiasi azione, chiederà il permesso all’utente umano.
