Storie Web martedì, Gennaio 13
Chi è Alberto Trentini, il cooperante liberato a Caracas dopo 423 giorni di carcere

La dichiarazione di Jorge Rodríguez, presidente dell’Assemblea nazionale del Venezuela, intercettata dal New York Times, aveva fatto ben sperare. Aveva dichiarato che «nelle prossime ore» ci sarebbe stato il rilascio di «un numero importante» di prigionieri politici in Venezuela, tra cui cittadini stranieri. Senza specificare il numero di cittadini liberati. Una dichiarazione che aveva fatto sperare che fosse imminente la liberazione di Alberto Trentini, l’operatore umanitario veneziano arrestato in Venezuela il 15 novembre 2024, mentre viaggiava fra Caracas e Guasdualito. Il cooperante è stato tenuto in carcere di massima sicurezza. Poi la notizia della scarcerazione dopo 423 giorni, grazie a un fitto lavoro diplomatico del governo condotto nel massimo riserbo. Si calcola che siano circa 28 gli italo venezuelani detenuti a Caracas.

Meloni: abbiamo mobilitato tutti i canali politici, diplomatici e di intelligence

La stessa premier Giorgia Meloni ha ricordato nella conferenza stampa di inizio anno che il governo italiano si occupa quotidianamente della vicenda di Alberto Trentini, «lo abbiamo fatto e lo continuiamo a fare mobilitando tutti i canali sia politici che diplomatici che di intelligence, e non smetteremo di occuparci di questa vicenda fin quando la signora Armanda non potrà riabbracciare suo figlio. Ne ho parlato varie volte con la mamma di Alberto e chiaramente capisco il suo dolore e la sua difficoltà. È molto doloroso anche per me non riuscire a dare risposte nei tempi in cui vorrei darle, come immagino sappiate».

La liberazione di Pilieri e Gasperini aveva fatto ben sperare

E ancor più la liberazione del giornalista e politico italiano Biagio Pilieri, 60 anni, con doppio passaporto, arrestato nell’agosto del 2024 come oppositore del regime di Maduro. Prima di Pilieri era stato scarcerato anche l’imprenditore italiano Luigi Gasperini.

Lavorava per una organizzazione non governativa

Alberto Trentini, 46 anni, al momento dell’arresto lavorava per Humanity & Inclusion, una organizzazione non governativa che aiuta persone con disabilità. Alberto Trentini è laureato in Storia moderna e contemporanea all’ Università Ca’ Foscari di Venezia e ha avuto una esperienza decennale nel settore dello sviluppo e della cooperazione internazionale. Fermato a un posto di blocco da funzionari del Saime, il Servizio amministrativo per l’identificazione, la migrazione e gli stranieri, Trentini era stato poi trasferito alla Direzione generale del controspionaggio militare di Caracas. L’organizzazione non governativa per la quale Trentini lavorava aveva tentato di presentare una petizione di habeas corpus alle autorità venezuelane, che si erano però rifiutate di riceverla e di dare informazioni sulla sorte del cooperante.

Esposto lo striscione al termine della conferenza “Libertà per Alberto subito” presso Palazzo Marino a Milano per chiedere il rilascio di Alberto Trentini, detenuto in Venezuela 15 novembre 2025. ANSA/MOURAD BALTI TOUATI

Gli interventi degli ultimi mesi

Il 13 dicembre 2024, il governo italiano aveva convocato l’incaricato d’affari venezuelano a Roma per chiedere un intervento urgente e risolutivo sul caso. Del suo caso si è occupata anche la Commissione interamericana per i diritti senza ricevere risposte dalle autorità venezuelane. Nel gennaio dello scorso anno la famiglia aveva denunciato che nessuno era riuscito a vedere Alberto o a contattarlo e non c’erano informazioni ufficiali dalle autorità venezuelane o italiane sulla sorte del giovane. Nei giorni scorsi il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, con delega all’intelligence, Alfredo Mantovano, aveva dichiarato che il governo aveva lavorato «fin dal primo giorno per la liberazione» del cooperante veneto e «continuava a lavorare», ricordando che in questa fase «ogni parola in più può solo danneggiare la celere soluzione della vicenda». Il ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva detto: «stiamo lavorando e stiamo tentando il possibile e l’impossibile».

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