Storie Web martedì, Marzo 17

Il 90% delle minacce viene da truffe e phishing

Secondo il Gen Threat Report, nel 2025 oltre il 90% delle minacce rivolte agli utenti consumer deriva da truffe, phishing e malvertising. Non da virus nel senso classico del termine, ma da inganni: messaggi progettati per sembrare normali, convincenti, urgenti.

In questo scenario, la risposta tradizionale, come un antivirus sul computer, un filtro spam nella casella di posta, resta necessaria ma non più sufficiente. Gli attacchi di phishing – la truffa informatica basata sull’ingegneria sociale – arrivano ovunque: su WhatsApp, via SMS, nelle DM di Instagram, nelle email aziendali, persino nei commenti sui social e pure dai deepfake. Proteggersi significa sviluppare una capacità critica di lettura che non tutti possiedono e che il fattore stanchezza o distrazione può facilmente compromettere.

L’AI come secondo parere: un cambio di paradigma

C’è anche un elemento culturale in questa evoluzione. Quando una persona chiede a un assistente AI «è una truffa?», sta replicando un comportamento molto familiare: quello di chiedere un secondo parere. In passato lo si faceva con il collega più esperto di tecnologia, con l’amico o con il parente “smanettone”. Oggi quel ruolo, per milioni di utenti, viene svolto sempre più spesso dagli assistenti digitali.

L’AI diventa così un filtro decisionale rapido: uno strumento a cui rivolgersi prima di cliccare su un link, effettuare un pagamento o rispondere a un messaggio sospetto. Non sostituisce il giudizio umano, ma lo affianca, offrendo una valutazione immediata quando il dubbio emerge nel mezzo di una conversazione, su un telefono o davanti a una casella di posta.

In questo scenario Norton ha scelto di inserirsi nel processo decisionale, portando i propri strumenti di analisi all’interno della conversazione stessa. «Le persone possono ora valutare i propri rischi informatici in modo rapido e comodo, in qualsiasi momento», ha spiegato Silvia Signorelli, Senior Marketing Manager Italy and Balkans di Gen Digital. Il risultato è una forma di assistenza alla sicurezza che non richiede competenze tecniche né l’installazione di nuovi software: basta scrivere un prompt.

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