Storie Web mercoledì, Gennaio 7
CES 2026: rivoluzione o marketing? L’intelligenza artificiale alla prova dei fatti.

LAS VEGAS (Usa) – Quest’anno la missione del giornalista di scienza e tecnologia al Consumer Electronic Show di Las Vegas è diversa dal solito. La più grande fiera dedicata all’elettronica di consumo del mondo, quella che è a tutti gli effetti la vetrina sul futuro di computer, elettrodomestici e dispositivi mobili, vedrà una massiccia, folle e indiscriminata invasione di intelligenza artificiale. Tutto sarà AI-qualcosa.

L’obiettivo per tutti sarà quello di smascherare i prodotti dove l’intelligenza artificiale è solo marketing, solo pubblicità, un trucco per spingere i consumatori a tornare a comprare oggetti di elettronica di consumo. Come in un videogioco che si rispetti, passare di livello non sarà semplice, perché l’anno scorso i dispositivi AI-first, cioè quelli progettati per esaudire tutte le promesse dei chatbot, in qualche modo hanno fatto flop.

Il 2026 si preannuncia come un anno di «innovazione sotto pressione». Sebbene la spesa per l’elettronica di consumo mostri segnali di ripresa, l’industria deve affrontare venti contrari macroeconomici significativi, in particolare sul fronte dei costi dei componenti. Le RAM costano di più perché l’intelligenza artificiale se le sta mangiando.

I data center che addestrano modelli generativi assorbono una quota crescente di DRAM e soprattutto di HBM: secondo TrendForce, oltre metà degli investimenti in memoria va ormai ai server AI. I produttori seguono i margini. Una memoria per AI vale fino a cinque volte una RAM per PC. A parità di fabbriche, significa meno chip per il mercato consumer. La capacità non si espande in fretta: una nuova fab richiede anni e miliardi.

Risultato: scarsità, listini opachi e rincari attesi tra il +15 e il +20% nel 2025. Non è un capriccio del mercato. È l’effetto collaterale dell’AI che ridisegna la filiera dell’hardware.

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