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Anche il figlio del caposcorta del sottosegretario Delmastro ha toccato la pistola del deputato Emanuele Pozzolo a Capodanno, quando è partito un colpo che ha ferito un uomo. Si sapeva già che c’erano le tracce di tre persone sull’arma, e le altre due erano Pozzolo e il caposcorta in questione, Pablito Morello.

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È stata rivelata l’identità della terza persona che ha toccato la pistola del deputato Emanuele Pozzolo, l’arma da cui è partito un colpo durante una festa di Capodanno a Rosazza (Biella): le tracce analizzate dal Ris di Parma appartengono a Maverick Morello, figlio del caposcorta del sottosegretario Andrea Delmastro. A inizio febbraio era già emerso che erano state almeno tre persone a toccare l’arma che aveva ferito il 31enne Luca Campana, e l’identità di due di queste era già nota: la prima era lo stesso Pozzolo, naturalmente, e la seconda era Pablito Morello, caposcorta del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, anche lui presente alla festa. Morello aveva già dichiarato di aver impugnato la pistola dopo lo sparo, per metterla in sicurezza e posizionarla su una mensola, dove poi l’aveva indicata alle forze dell’ordine arrivate sul luogo.

Le analisi hanno adesso mostrato che la terza persona a cui appartiene il Dna rilevato è il figlio di Morello, nonché cognato dell’uomo ferito (che è genero del caposcorta). A quanto risulta, il figlio di Morello era già stato ascoltato dalla Procura dopo i fatti di Capodanno, e aveva dato una spiegazione: “C’ero anche io in quella stanza, dopo lo sparo ho preso la pistola appoggiata sul tavolo e l’ho consegnata nella mani di mio papà”, avrebbe dichiarato ai carabinieri.

Le dinamiche di quanto è successo davvero restano da dimostrare, mentre gli inquirenti continuano il loro lavoro. Si attendono ancora, ad esempio, gli esiti dell’esame balistico. Pozzolo ha già dichiarato che non intende dare la sua versione dei fatti fino a quando non ci saranno tutte le evidenze scientifiche per supportarla. Nel frattempo, lo scontro politico sulla vicenda non si è spento. La scorsa settimana Matteo Renzi aveva chiesto proprio al sottosegretario Delmastro di sottoporsi al test del Dna: “Per verificare se su quella pistola ci sono o no le sue tracce. Se dice la verità, esce da questa vicenda”.

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A seguito di quelle dichiarazioni, Delmastro aveva annunciato una querela ai danni di Renzi, per “le sue continue diffamazioni”. Non si era fatta attendere la replica: “Sono orgoglioso della querela di Delmastro perché stiamo chiedendo la verità su un fatto gravissimo, una sparatoria nella notte di Capodanno”, aveva dichiarato l’ex presidente del Consiglio. “Credo sia evidente l’impreparazione, l’incompetenza, l’impresentabilità della squadra di Giorgia Meloni”. L’obiettivo di Renzi era che Delmastro si presentasse in Senato per rispondere su quanto accaduto. Perlomeno per quanto riguarda i dubbi sul Dna, però, la questione sembrerebbe risolta, ora che anche la terza persona è stata identificata.

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