Storie Web venerdì, Febbraio 23
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Matteo Renzi dopo la querela annunciata da Delmastro per il caso Pozzolo non arretra: “Sono orgoglioso della querela di Delmastro perché stiamo chiedendo la verità su un fatto gravissimo”.

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“Sono orgoglioso della querela di Delmastro perché stiamo chiedendo la verità su un fatto gravissimo, una sparatoria nella notte di Capodanno”. Lo ha detto il leader di Italia Viva Matteo Renzi a Siena parlando con i giornalisti a margine della presentazione del suo libro ‘Palla al centro’.

“Chi ha sparato? Un deputato di Fratelli d’Italia? E cioè un deputato della maggioranza che sostiene il governo?”, ha proseguito Matteo Renzi. “Perché non si dice la verità? Vi rendete conto – ha aggiunto il leader Iv – che a quel veglione c’erano dei bambini? Credo sia evidente l’impreparazione, l’incompetenza, l’impresentabilità della squadra di Giorgia Meloni. E in questa impresentabilità ci inserisco il ministro Lollobrigida che ferma i treni ed aumenta le tasse e ci inserisco Delmastro Delle Vedove che non viene al Senato. E mi chiedo di cosa abbia paura. Noi – è la stoccata di Renzi – siamo disarmati, a differenza dei suoi amici. Venga a spiegarci cosa è successo”.

Ieri a Biella è andato in scena un duello a distanza tra l’ex presidente del Consiglio. Il leader di Italia viva si trovava nella città piemontese, vicino a Rosazza, teatro dell’incidente di Capodanno, in cui è coinvolto il parlamentare Emanuele Pozzolo, proprietario dell’arma da cui è partito accidentalmente un colpo, che ha ferito il genero di un agente della scorta di Delmastro, Luca Campana. Renzi ha presentato il suo nuovo libro, ‘Palla al centro’. Secondo lui ci sarebbero “troppi buchi” nella ricostruzione di quanto accaduto quella notte. “Noi – ha osservato Renzi – non abbiamo fatto nessuna polemica. Abbiamo chiesto solo la verità. La verità è che bisogna dire chi ha sparato”.

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“Andrea Delmastro Delle Vedove e la sorella Francesca si sottopongano al test del Dna per escludere che sia loro la traccia trovata sul minirevolver che ha sparato e ferito a Capodanno il genero del caposcorta”, ha detto. Renzi poi ha annunciato un’interrogazione parlamentare, sulla procedura con cui era stato scelto il caposcorta di Delmastro.

“Porteremo altre carte nei prossimi giorni in Parlamento chiedendo che Delmastro venga in aula. Questa vicenda è di 40 giorni fa, Delmastro non ha ancora risposto alla nostra richiesta di parlare in aula”.

“Delmastro venga in Senato e racconti la verità, noi continueremo con i nostri documenti perché tanto la verità prima o poi viene fuori. Il mio suggerimento a Delmastro è: ‘Ma dilla te la verità, prima che la tiriamo fuori noi’. Se vuole dire la verità lo faccia, se invece vuole continuare con queste pagliacciate da circo è un problema suo”. E ha aggiunto: “Nel caso specifico del sottosegretario è evidente che stanno girando ricostruzioni false: una volta era fuori a gettare l’immondizia, una volta a caricare la macchina. Ci sono due cose da fare: la prima è un’interrogazione parlamentare al ministro Nordio per sapere se la scorta aveva i titoli per fare la sorta, a noi risulta di no. E poi se il sottosegretario è così tranquillo, offra il suo dna e lo facciano gli altri pubblici ufficiali presenti in quella sala, per verificare che sulla pistola non vi fossero tracce di persone con incarichi di pubblico ufficiale”.

Per il sottosegretario alla Giustizia è troppo: è partita la querela per il leader di Italia Viva Matteo Renzi. “Io le querele non le annuncio, io le faccio”, ha detto interpellato dall’AdnKronos, spiegando di aver depositato “più di una settimana fa la denuncia”.

“Riconosco che Renzi abbia titolo di parlare di quaquaraqua, anzi che abbia la laurea honoris causa. Io ho fornito il giorno dopo la mia versione ai giornali precisando che non ero presente, la medesima versione ho fornito alla Procura della Repubblica”.

“Chi non è quaquaraqua va in Procura, chi è quaquaraqua malmosta nel campo delle illazioni. Se ha qualcosa da dire, oltre le illazioni, vada in Procura come ho fatto io nei suoi confronti”.

Delmastro è stato evidentemente scelto da Renzi come bersaglio in vista della campagna elettorale per le europee di giugno, visto che il sottosegretario alla Giustizia è un esponente di primo piano di Fratelli d’Italia, fedelissimo di Meloni. Renzi ha bisogno di antagonisti e di fare la voce grossa contro Fdi, visto che al momento, in assenza di un accordo per far parte della lista Stati uniti d’Europa lanciata da Magi e Bonino (Calenda ha posto un veto e per ora sembra irremovibile) rischia di non arrivare alla soglia si sbarramento del 4%.

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