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Il caso Ferragni ha mostrato che c’era un buco “nella normativa delle attività commerciali che hanno anche uno scopo benefico”. Lo ha detto Giorgia Meloni annunciando una nuova norma sulla trasparenza.

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Se Giorgia Meloni si candiderà o no alle elezioni europee si saprà solo all’ultimo momento. Lo mette in chiaro lei stessa, in un’intervista a Quarta Repubblica che andrà in onda questa sera su Rete4: un colloquio a 360 gradi, dove la presidente del Consiglio parla appunto di Europa, ma anche di politica estera e crisi in Medio Oriente e del caso Ferragni, annunciando una nuova norma sulla trasparenza.

Per prima cosa Meloni fa il punto sulla sua corsa in Ue: “Penso che deciderò all’ultimo, quando si formano le liste. Figuriamoci se io non considero importante misurarmi con il consenso dei cittadini, per me quello è l’unico elemento che conta“. E alle accuse – mosse ad esempio dal Movimento Cinque Stelle, per cui candidarsi sapendo a priori che non si andrà in Europa rappresenterebbe una presa in giro nei confronti degli elettori – replica: “I cittadini che dovessero votare per una Meloni che si candida in Europa sanno che Meloni non ci andrà. Ciò non toglie che se vogliono confermare un consenso, o non farlo, anche quella è democrazia“. E ancora: “Il prossimo giugno governerò da un anno e mezzo potrebbe essere importante verificare se ho ancora quel consenso dei cittadini che è l’unica cosa che mi interessa. Per il resto i miei oppositori possono fare e dire quello che vogliono“.

Cosa ha detto Meloni sulle alleanze europee

Parlando delle alleanze che si stanno costruendo all’alba della campagna elettorali, la leader di Fratelli d’Italia precisa: “Se la maggioranza Ursula è finita in Europa? Quando noi parliamo di maggioranza, parliamo del Parlamento europeo, perché la Commissione è dei governi e ogni governo ha il suo colore. Quando fu formata la Commissione guidata da Ursula von der Leyen, votarono per quella commissione anche partiti di governo che non hanno mai fatto parte della maggioranza della von der Leyen. Quindi la sfida è costruire una maggioranza diversa nel Parlamento, e questo io oggi lo vedo su alcuni dossier

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Restando in tema europeo, la presidente del Consiglio commenta anche i negoziati di dicembre sul Patto di stabilità e l’accordo infine raggiunto. E ammette che forse si sarebbe potuto fare di più insieme al presidente francese Emmanuel Macron: “Penso che si potesse fare un po’ di più insieme, il Patto di stabilità non è il mio compromesso ideale ma era il migliore compromesso possibile. L’alternativa era tornare ai vecchi parametri, decisamente peggiori. Ci sono Paesi in Europa che preferiscono i precedenti parametri perché più rigidi“.

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Meloni si sofferma poi sulla politica estera, spiegando che secondo la sua idea “devi avere la capacità di parlare con tutti, con quelli con cui sei d’accordo e con coloro con cui sei in disaccordo“. E ancora: “C’è stato un pregiudizio nei confronti di questo governo per il racconto che era stato fatto dell’Italia. Qualcuno di aspettava di vedere arrivare un marziano e poi hanno trovato un normale essere umano. Accade spesso quando vieni sottovalutato. In tanti mi hanno detto che si aspettavano un’impresentabile per poi trovarsi al cospetto di una persona seria“.

La presidente del Consiglio rivendica poi di essere stata la prima leader europea a ricevere una telefonata dal presidente argentino Javier Milei, confermando che sarà a Roma nei primi giorni di febbraio: “È una personalità affascinante“.

“Sul Medio Oriente serve soluzione strutturale”

Su quanto sta accadendo in Medio Oriente, Meloni spiega che la missione navale Ue nel Mar Rosso “è prevalentemente di politica di difesa“. Poi aggiunge: “Da lì transita il 15% del commercio mondiale, impedire il passaggio dei prodotti significa un aumento dei prezzi spropositato, non possiamo accettare la minaccia degli Houthi nel Mar Rosso. L’Italia ha sempre sostenuto la difesa della libertà di navigazione, lo facciamo nell’ambito delle nostre normative. Per questa missione europea di difesa non dobbiamo passare in Parlamento, ma quella di iniziativa statunitense avrebbe significato un passaggio parlamentare. L’Italia c’è, si assume le responsabilità“.

Recentemente Meloni ha incontrato il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan: “Io ed Erdogan sulla genesi della crisi mediorientale non siamo d’accordo ma le persone serie se lo dicono, siamo d’accordo che sul Medio Oriente vada cercata una soluzione strutturale per evitare che diventi un conflitto regionale“, spiega ora, sottolineando che l’Italia come la Turchia – e così come l’Egitto – sono storicamente nazioni che hanno un ruolo chiave nel Mediterraneo.

Caso Ferragni, Meloni annuncia una nuova norma sulla trasparenza

Infine, la presidente del Consiglio torna sul caso Ferragni e annuncia una nuova norma sulla trasparenza: “L’unica cosa che mi interessa è che la vicenda ha fatto vedere che effettivamente c’è un buco, per quanto riguarda la trasparenza, nella normativa delle attività commerciali che hanno anche uno scopo benefico. Voluto o non voluto è una cosa nella quale si può incappare. Quindi noi adesso stiamo facendo una norma che dice che per le attività commerciali che hanno anche uno scopo benefico sulla confezione di quello che vendi devi specificare a chi vanno le risorse, quante risorse vanno in beneficenza“.

Questa norma, conclude Meloni, arriverà nel Consiglio dei ministri di giovedì.

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