
Le due metropoli italiane si piazzano tra quelle con il rapporto affitto/stipendio più alto d’Europa. Rispettivamente al quinto e al sesto posto secondo il Deutsche Bank Research Institute. Come Milano, la percentuale si aggira intorno al 75% anche a Barcellona, Madrid e Londra, mentre è decisamente più alta a Lisbona (116%).
Le dieci città metropolitane sopra la media
Il rapporto di Cdp mostra quali sono le altre città metropolitane in cui si spende più della media (in base allo stipendio) per l’affitto. Non ci sono solo i centri del Nord, come Bologna (48%), Torino (42%) e Venezia (39%), ma anche Firenze (45%) nel Centro Italia e Napoli (45%), Cagliari (43%), Bari (39%) e Messina (39%) al Sud.
I quattro casi sotto la media (di cui tre sotto la soglia critica)
Appena sotto la media, invece, c’è l’unica città metropolitana del Nord, cioè Genova (34%), comunque sopra la soglia critica del 30%. Al di sotto di essa ci sono soltanto Reggio Calabria (28%), Palermo (26%) e Catania (25%).
Dagli affitti brevi alle migrazioni interne: le cause
A dipendere sulle differenze territoriali sono i canoni d’affitto, e non i livelli delle retribuzioni, «spesso omogenei tra le province». «Questo – spiega il rapporto – è il risultato di una serie di trend che hanno contribuito ad aumentare la tensione abitativa e a far sì che i prezzi delle abitazioni e degli affitti, soprattutto in alcune aree del Paese, siano cresciuti più rapidamente dei redditi. Tra questi: l’elevata domanda di affitti a breve termine, i flussi migratori interni verso le grandi aree metropolitane, l’aumento dei costi di costruzione e dei tassi ipotecari, nonché un’offerta immobiliare spesso inadeguata a sostenere la domanda».
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