Storie Web giovedì, Febbraio 29
Notiziario

Il disegno di legge di conversione del decreto contro le ecoproteste, approvato in via definitiva dalla Camera, prevede un inasprimento delle sanzioni nei confronti di chi provochi danni a beni culturali o paesaggistici. Nel mirino del governo i giovani di gruppi come “Ultima generazione” che, per contestare le politiche che hanno portato all’impazzimento del clima, hanno gettato vernici su monumenti, quadri o nei canali di Venezia. Questo, in estrema sintesi il contenuto del testo che porta la firma del ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, già approvato l’11 luglio dal Senato.

Le sanzioni

Nel testo si legge che chiunque distrugga, disperda, deteriori, renda in tutto o in parte inservibili o non fruibili beni culturali o paesaggistici è punito con una sanzione che va dai 20.000 ai 60.000 euro. Se si arriva ad “un uso pregiudizievole per la conservazione o integrità” di questi beni o ad un loro “uso incompatibile con il loro carattere storico o artistico” la sanzione può oscillare da 10.000 a 40.000 euro. L’autorità competente ad occuparsi della materia è il Prefetto e la notifica all’interessato deve avvenire entro 120 giorni dalla commissione del fatto.

Con il pagamento delle sanzioni si finanzia il ministero

I proventi delle sanzioni verranno riassegnati al Ministero della Cultura per il ripristino dei beni danneggiati. Se la sanzione verrà pagata entro 30 giorni dalla notifica, sarà ridotta. Tranne per chi si sia già avvalso di questo beneficio negli ultimi 5 anni.

Il carcere

Si modificano due articoli del codice penale: il 635 e il 639. Rischia da 1 a 5 anni di carcere chiunque distrugga, disperda, deteriori o renda, in tutto o in parte, inservibili beni mobili o immobili durante manifestazioni pubbliche. Oltre al pagamento di una multa fino a 10.000 euro. Se, invece, il danneggiamento avverrà in musei, pinacoteche o gallerie la reclusione potrà andare da 1 a 6 mesi e la multa potrà essere da 300 a 1.000 euro.

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