Il 7 aprile scadeva il taglio delle accise sui carburanti, varato dal governo il 18 marzo scorso per calmierare i prezzi: il Consiglio dei ministri di venerdì 3 aprile ha prorogato la riduzione di 24,4 cent fino al 1° maggio. L’intervento dovrebbe valere almeno 500 milioni di euro, di cui 30 destinati al sostegno delle imprese agricole. Circa 200 milioni arriveranno dall’extragettito Iva con il meccanismo delle accise mobili, i restanti 300 milioni dovrebbero arrivare dal “congelamento” delle aste CO2.
Sul tavolo anche l’intervento per “salvare” gli esodati di transizione 5.0 rimasti con i progetti avviati ma senza i finanziamenti dello Stato a causa dell’esaurimento dei fondi.
«Abbiamo appena approvato il decreto legge” e “proroghiamo il taglio delle accise fino al primo di maggio. Oltre a questo c’è un intervento mirato sulle aziende agricole, cui viene esteso il taglio delle imposte già adottato per le pesca. Il decreto recepisce anche l’accordo con le associazioni di categoria Transizione 5.0», ha confermato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in una breve conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo il Cdm.
Meloni: quadro complesso, massima attenzione a famiglie e imprese
«È una misura necessaria per fronteggiare una fase particolarmente delicata, segnata da tensioni internazionali che stanno producendo effetti concreti sui costi dell’energia e sull’economia» scrive la presidente del Consiglio sui social, sottolineando che «sappiamo che il quadro resta complesso. Per questo il governo continuerà a monitorare con la massima attenzione l’evoluzione dello scenario internazionale e a lavorare su ogni intervento necessario a proteggere famiglie, imprese e lavoro».
Giorgetti: se la guerra continua, inevitabile riflessione su 3% deficit
Sull’ipotesi di sforamento del limite del 3% del deficit a causa della crisi energetica seguita alla guerra in Iran, ha spiegato il ministro dell’Economia, «credo che si faccia riferimento alla volontà di chiedere o non chiedere la clausola di deroga prevista dal nuovo regolamento europeo di governance economica. È chiaro che la riflessione a livello europeo, se la situazione non cambia, sarà inevitabile. Ho espresso questa mia valutazione già all’inizio del conflitto, l’ho ribadita all’Eurogruppo a inizio settimana. Lo farò in qualsiasi consenso internazionale a cui parteciperò, perché questa è la realtà».
