Il ministero dell’Economia si è rimesso al lavoro sullo sconto da 24,4 centesimi al litro sulle accise di benzina e gasolio. Il nuovo decreto è atteso in consiglio dei ministri venerdì, ed è destinato ad allungare il taglio per altri 23 giorni, arrivando quindi al 30 aprile.
Fin dall’inizio non era difficile prevedere che il calendario della misura sarebbe stato flessibile, allargandosi oltre ai 20 giorni decisi con il primo provvedimento, in scadenza il 7 aprile. Anche per questa ragione al ministero dell’Economia non dominava l’entusiasmo per un intervento che, l’esperienza del 2022 insegna, è poi complicato da accantonare.
Sconti e aumenti
I numeri scritti sui cartelloni dei distributori hanno fatto il resto. La media della scorsa settimana, riportata nel solito monitoraggio pubblicato ieri dal ministero dell’Ambiente, ha visto la benzina attestarsi a 1,733 euro al litro, e il gasolio arrivare a 2,032 euro. Nel confronto con la rilevazione del 2 marzo, relativa quindi all’ultima settimana prima dell’attacco di Usa e Israele all’Iran, si tratta di 6 centesimi al litro in più per la verde e di 31 centesimi aggiuntivi per il gasolio.
Accanto al ministero dell’Ambiente, anche quello delle Imprese e del Made in Italy pubblica un osservatorio sui prezzi, che essendo aggiornato quotidianamente permette di confrontare in modo puntuale i listini di ieri con quelli del 19 marzo, ultimo giorno prima del debutto effettivo dello sconto statale. Rispetto a quel giorno, la benzina in media ieri è costata 13 centesimi in meno al litro, mentre nel gasolio la differenza non arriva a 6 centesimi. Anche se il Governo, con un taglio lineare ai ministeri, ha messo mano al portafoglio appunto per 24,4 centesimi al litro: l’effetto della maggior parte dei 417,4 milioni messi a questo scopo, dunque, è già stato assorbito dai rincari.
La replica
Proprio questa corsa continua dei prezzi complica l’idea di abbandonare lo sconto. Senza il quale dall’8 aprile il gasolio volerebbe sopra i 2,3 euro al litro, superando di 15-20 centesimi il massimo storico raggiunto a metà del marzo 2022: quando il Governo Draghi avviò la macchina dei tagli alle accise che, di proroga in proroga, arrivò fino a dicembre con un costo complessivo di oltre 7 miliardi di euro. Per ora, sul tavolo finiranno 5-600 milioni, con un meccanismo di coperture che a Via XX Settembre stanno definendo in queste ore; in un ventaglio di opzioni che provano a contemplare anche i diversi livelli raggiunti da benzina e gasolio.
