Carburanti, il 6 marzo ci sono state le prime riunioni della Commissione di allerta rapida sui prezzi, convocate per affrontare l’escalation delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e i possibili effetti sui mercati energetici e sui prodotti di consumo. «Allo stato attuale, il prezzo medio dei carburanti è al di sotto dei 2 euro al litro, valori ben lontani dai picchi registrati nel 2022 dopo l’invasione russa dell’Ucraina: ulteriori aumenti dipenderanno dall’evoluzione e dalla durata delle tensioni internazionali. Per questo abbiamo rafforzato il monitoraggio di Mister Prezzi su tutta la filiera, dalla produzione alla distribuzione, per impedire che le tensioni in Medio Oriente diventino un pretesto per speculazioni o rincari ingiustificati, e predisposto con il ministro Giorgetti un immediato piano operativo di intervento della Guardia di Finanza», ha detto il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.

La Gdf

Al termine dell’incontro, Urso ha infatti avuto un confronto con il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, per un aggiornamento sull’evoluzione della situazione e per concordare ulteriori azioni di contrasto a fenomeni speculativi, anche mediante un piano operativo di intervento della Guardia di Finanza che ha rafforzato i controlli su tutta la filiera.

A monte dei benzinai

«Al momento – ha aggiunto Urso – sulla rete dei distributori italiani non risultano diffusi fenomeni speculativi, al netto di una ventina di casi già segnalati da Mister Prezzi e ora all’esame dei militari delle Fiamme Gialle. L’attenzione si sta quindi ora concentrando sui passaggi a monte della filiera dei benzinai. Siamo in campo con questa operazione trasparenza, insieme a tutti i soggetti a vario titolo coinvolti, per monitorare la situazione e intervenire tempestivamente contro ogni forma di speculazione».

I rincari

Nel corso della riunione, fa sapere il ministero in una nota, è emerso che le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati hanno registrato, nelle ultime quattro giornate rispetto alla chiusura di venerdì 27 febbraio, un aumento complessivo di 10 centesimi al litro per la benzina e di 26 centesimi per il gasolio. Per quanto riguarda i prezzi al distributore, alla data del 6 marzo 2026, i valori medi nazionali in modalità self per benzina (1,76 euro al litro) e gasolio (1,91 euro al litro) risultano più elevati rispetto a venerdì 27 febbraio 2026, rispettivamente di 9,2 centesimi e 18,9 centesimi al litro.

Nel corso dei lavori è inoltre emerso che, a seguito dell’aumento delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati, in particolare del gasolio, si sono registrati immediati e sensibili adeguamenti al rialzo, sin dai primi giorni di marzo 2026, dei listini dei prezzi consigliati dalle principali compagnie petrolifere. Aumenti che, allo stato attuale, non risultano ancora giustificati da una reale carenza di prodotto raffinato sul mercato.

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