Storie Web venerdì, Febbraio 23
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La commissione Affari sociali della Camera ha bocciato il mandato al relatore sul testo per la creazione di una commissione d’inchiesta sul Covid: al momento del voto c’erano 11 parlamentari della maggioranza e 11 dell’opposizione. Pochi minuti dopo, il voto è stato ripetuto con un dodicesimo membro del centrodestra appena arrivato, tra le proteste dell’opposizione.

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La commissione d’inchiesta sulla gestione del Covid-19 in Italia ha incontrato un nuovo ostacolo in Parlamento, che è stato superato in fretta ma scatenando proteste da parte dei parlamentari della minoranza. I deputati hanno votato contro il mandato al relatore per il passaggio del ddl all’Aula, per poi ripetere la votazione poco dopo (con più esponenti del centrodestra) e approvarlo. Una procedura prevista dal regolamento, secondo il centrodestra, che invece per l’opposizione è stata grave e inaccettabile.

Il testo è attualmente alla Camera, in lavorazione nella commissione Affari sociali. Il Senato aveva approvato la norma a novembre, con delle modifiche. Così il controverso disegno di legge è tornato a Montecitorio, dove oggi la commissione ha votato il mandato al relatore che porterà la proposta in Aula per l’approvazione definitiva. Peccato che il voto non sia andato come aveva previsto il centrodestra: il mandato è stato respinto.

Quando la commissione ha votato, infatti, c’erano solo 11 parlamentari della maggioranza e 11 dell’opposizione. Così, il risultato è stato un pareggio. Secondo i regolamenti parlamentari, in caso di parità prevalgono i voti contrari.

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Poco dopo, però, il voto è stato semplicemente ripetuto. Il risultato questa volta è stato di 12 voti a favore e nessun contrario, perché le opposizioni hanno abbandonato la commissione per protesta. “È di una gravità inaudita. La ripetizione di un voto con risultato sfavorevole alla maggioranza è un precedente inaccettabile. Intervenga immediatamente il presidente Fontana”, hanno dichiarato Matteo Richetti ed Elena Bonetti, capogruppo e vicecapogruppo di Azione alla Camera.

I deputati M5s in commissione hanno parlato di un “gravissimo colpo di mano”. Luana Zanella, capogruppo di Avs che poco prima aveva annunciato che la commissione Covid era stata “bocciata”, ha commentato: “La destra deve saper perdere, troppo facile imporre le proprie posizioni rompendo le regole”. Poco prima del secondo voto, Marco Furfaro del Pd aveva detto con la bocciatura si dimostrava “la mancanza di compattezza nella maggioranza”.

Il presidente della commissione Luciano Ciocchetti, di Forza Italia, ha cercato di calmare gli animi: “C’è la possibilità di fare la controprova, come hanno chiesto loro tante volte di fare dall’opposizione, tra l’altro al momento del primo voto 7-8 persone erano in piedi perché dovevano andare in Aula”. Anche il capogruppo di Fratelli d’Italia Tommaso Foti ha ribadito: “Sul regolamento è previsto che il presidente possa fare la controprova”.

Poi Foti ha continuato: “Comunque il fatto non sussiste perché il testo sarebbe comunque andato in Aula senza relatore”. Non ci sarebbe stata una bocciatura, ma solo un passaggio diverso sul piano della procedura. Foti ha spiegato che la maggioranza ha sbagliato i calcoli perché “il vecchio gruppo unico Azione-Italia viva ora si è diviso, e qui oggi c’era il rappresentante di Azione [contrario alla commissione Covid, mentre Italia viva è a favore, ndr]”.

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