Storie Web mercoledì, Giugno 3

La prostatectomia radicale è un trattamento potenzialmente curativo nelle persone con tumore della prostata ad alto rischio, localizzato o localmente avanzato; purtroppo fino alla metà dei pazienti presenterà una recidiva nell’arco di 5 anni. Il trial Proteus, un grande studio di fase 3, presentato al congresso dell’American Society of Clinical Oncology (Asco) e pubblicato in contemporanea sul New England Journal of Medicine, è andato a vedere se un nuovo approccio terapeutico fosse in grado di migliorare gli esiti della terapia. E i suoi risultati potrebbero effettivamente cambiare il paradigma di trattamento del tumore della prostata localizzato ad alto rischio, il cui punto forte resta la chirurgia (in particolare quella robotica), coadiuvata dalla terapia ormonale con anti-androgeni e dalla radioterapia.

Un nuovo approccio

Lo studio Proteus ha valutato l’efficacia di un nuovo approccio terapeutico, cioè la combinazione di apalutamide associata alla terapia di deprivazione androgenica, confrontandola con la classica terapia di deprivazione ormonale; entrambi le terapie sono state somministrate sia sei mesi prima, che sei mesi dopo la prostatectomia radicale con dissezione dei linfonodi pelvici. Per valutare l’efficacia di questo nuovo approccio, sono stati coinvolti oltre 2 mila pazienti arruolati in 18 Paesi, compresa l’Italia. Dopo un follow up mediano di quasi 62 mesi, la percentuale di pazienti con risposta patologica completa o con malattia minima residua era significativamente più alta nel gruppo trattato con apalutamide peri-operatoria, che nel gruppo di controllo (rispettivamente 8,9% contro l’1%).
In altre parole, i pazienti trattati con apalutamide prima dell’intervento avevano una probabilità circa 10 volte superiore di presentare una marcata riduzione del volume del tumore al momento della chirurgia. I soggetti trattati con apalutamide hanno mostrato inoltre una riduzione del 29% del rischio di recidiva del tumore e una maggior sopravvivenza libera da eventi (57,1 mesi con apalutamide, contro 38,4 mesi del gruppo di controllo). Anche la percentuale dei pazienti con sopravvivenza libera da metastasi a 5 anni è risultata del 20% maggiore nel gruppo trattato con apalutamide.

«La nostra ricerca – spiega la prima autrice dello studio, la dottoressa Mary-Ellen Taplin, del Dana–Farber Cancer Institute (Boston, Usa) – ha valutato l’effetto di un trattamento di deprivazione androgenica ‘intensificato’ per ridurre il volume del tumore, bonificare eventuali focolai microscopici di tumore e migliorare gli esiti del trattamento a lungo termine. I risultati favorevoli ottenuti nel Proteus supportano l’utilizzo di apalutamide associata ad ADT e prostatectomia radicale, come possibile nuova opzione terapeutica per i pazienti con carcinoma prostatico localizzato ad alto rischio».

Tagliare gli androgeni al tumore

La terapia di deprivazione androgenica (ADT) riduce la produzione di androgeni, ormoni che possono favorire la crescita del tumore della prostata. L’apalutamide invece appartiene alla nuova classe degli inibitori della via del recettore degli androgeni (ARPI); si tratta di farmaci che bloccano l’azione degli androgeni e, in associazione con l’ADT, riducono ulteriormente il rischio di recidiva o metastasi, come dimostra lo studio Proteus. I pazienti con carcinoma prostatico ad alto rischio, trattati con prostatectomia radicale, associata ad apalutamide e terapia di deprivazione androgenica (ADT), vivono più a lungo senza recidive o diffusione del tumore, rispetto ai soggetti trattati con chirurgia e ADT.

I prossimi step

I prossimi step dei ricercatori, sulla scia dei risultati dello studio Proteus, consisteranno nel valutare il rapporto tra la riduzione del tumore e gli esiti clinici a lungo termine; identificare biomarcatori in grado di prevedere quali pazienti potranno beneficiare maggiormente dell’apalutamide; comprendere se e quando questo nuovo trattamento possa perdere efficacia; analizzare gli esiti riferiti dai pazienti per valutare l’impatto della terapia sulla qualità di vita.

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