Storie Web giovedì, Aprile 2

La disfatta sportiva

Si è giunti così all’epilogo di una situazione resa algebricamente dai numeri che, più che le dichiarazioni, raccontano la portata della crisi. L’assenza ripetuta dalla fase finale del Mondiale implica perdita di ricavi diretti (premi Fifa, sponsorship, diritti media) e indiretti (valore del brand Nazionale, attrattività del sistema calcio) stimabili in circa 100 milioni considerando sistema sportivo e sistema media secondo le ricostruzioni del Sole 24 Ore. Ma soprattutto segnala una perdita di competitività dell’intera filiera: dai vivai alla Serie A.

Nel dibattito riemerso nelle ultime ore tornano elementi strutturali noti: limitato utilizzo dei calciatori italiani, rigidità dei format dei campionati, difficoltà a coniugare sostenibilità economica e sviluppo tecnico, frammentazione decisionale tra Leghe e federazione.

La “parabola” di Gravina, dal 2018 a oggi

Quanto a Gravina, la sua parabola è significativa. Eletto nel 2018 con un consenso quasi plebiscitario (97,2%), riconfermato nel 2021 e poi ancora nel 2025 con percentuali bulgare, l’ormai ex presidente Figc ha rappresentato una figura di stabilità politica in un sistema storicamente frammentato. Una stabilità che, tuttavia, non si è tradotta in risultati sportivi duraturi.

Il punto più alto resta l’Europeo del 2021, vinto a Wembley. Un successo che ha temporaneamente mascherato fragilità già presenti: struttura dei campionati, sviluppo dei vivai, equilibrio tra sostenibilità economica e competitività tecnica. Dopo quel picco, la traiettoria è diventata discendente: mancata qualificazione al Mondiale 2022 e, oggi, il terzo fallimento consecutivo, evento senza precedenti per una nazionale quattro volte campione del mondo.

Buffon si dimette

Anche Gigi Buffon, capo delegazione della Nazionale, ha annunciato sui social le sue dimissioni: «Rassegnare le mie dimissioni un minuto dopo la fine della gara contro la Bosnia, era un atto impellente, che mi usciva dal profondo. Spontaneo come le lacrime e quel male al cuore che so di condividere con tutti voi. Mi è stato chiesto di temporeggiare per far fare le giuste riflessioni a tutti. Ora che il Presidente Gravina ha scelto di fare un passo indietro, mi sento libero di fare quello che sento come atto di responsabilità».

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