Storie Web martedì, Ottobre 6

Accordo raggiunto in Giunta Coni, dopo l’incontro tra Buonfiglio e Malagò, con il numero uno della Figc che sarà nominato commissario. 

La Giunta nazionale del Coni ha quindi approvato all’unanimità, con 15 voti su 15, la proposta di commissariamento della Figc indicando proprio Malagò come commissario

L’assemblea elettiva della Federcalcio si terrà entro e non oltre il 31/1/2026. Ora per la ratifica si attende il Consiglio Nazionale straordinario fissato per le 14.

La vicenda 

Tutto il caso Malagò e Figc nasce dall’elezione del 22 giugno, quando Giovanni Malagò viene eletto presidente della Figc con il 68,58% dei voti. 

Al centro della disputa c’è il tesseramento federale: l’articolo 29 dello statuto Figc prevede che chi si candida alle cariche federali sia “in regola con il tesseramento” alla data della candidatura. 

La Figc ha sostenuto che la norma non imponesse un tesseramento già perfezionato, mentre la Procura generale dello Sport ha considerato il requisito indispensabile e preventivo. 

La questione è così arrivata al Coni, che nelle ultime ore ha cercato una soluzione per evitare un lungo contenzioso. 

Questa mattina il presidente del Coni Luciano Buonfiglio ha incontrato Malagò e, al termine del confronto, è maturata l’ipotesi di un accordo. La Giunta nazionale del Coni ha quindi approvato all’unanimità, con 15 voti su 15, la proposta di commissariamento della Figc indicando proprio Malagò come commissario. 

Ora il passaggio decisivo è quello del Consiglio nazionale del Coni, convocato oggi stesso. 

I 77 membri aventi diritto al voto sono chiamati a ratificare la proposta della Giunta. Tra loro anche Gregorio Paltrinieri, che prima della riunione ha spiegato di avere studiato la vicenda e di aver maturato una posizione favorevole a Malagò: “Ha dimostrato di saper fare bene il suo lavoro in tanti anni di sport, merita di proseguire come presidente Figc”. 

Se il Consiglio confermerà il commissariamento, si aprirà una fase transitoria. L’ipotesi sul tavolo prevede un mandato di circa 90 giorni, anche se il regolamento non fissa un limite temporale preciso. Il compito del commissario sarà quello di gestire la Federazione e accompagnarla verso nuove elezioni, definendo nel frattempo gli obiettivi e i tempi del mandato. 

Malagò potrebbe assumere temporaneamente il ruolo di commissario, regolarizzare la propria posizione federale e poi presentarsi nuovamente alle elezioni (probabilmente da candidato unico) con i requisiti richiesti. Non si tratterebbe quindi di una conferma automatica della presidenza, ma dell’apertura di un nuovo percorso elettorale. 

Sul fronte opposto, la Figc ha finora difeso la validità dell’elezione, sostenendo anche che eventuali contestazioni dovessero essere presentate entro i termini previsti dalle procedure. 

La Lega Serie A ha espresso il proprio sostegno a Malagò e si è detta contraria al commissariamento, richiamando anche il principio dell’autonomia del calcio.Il nodo del tesseramento, che ha aperto la vicenda, potrebbe così essere affrontato attraverso una nuova candidatura, questa volta con tutti i requisiti formali necessari.

Il Presidente della FIGC Giovanni Malagò, Roma, 08 settembre 2026 (Ansa)

Figc commissariata: i precedenti 

Nei suoi quasi 130 anni di storia, la Figc si è trovata spesso alle prese con la figura del commissario-traghettatore.

Da Francesco Mauro, reggente prima e durante la Grande Guerra, a Roberto Fabbricini nel 2018. In mezzo Bruno Zauli – dopo la fallita qualificazione dell’Italia al Mondiale in Svezia -, Franco Carraro (1986) e Raffaele Pagnozzi (1996). 

Seguirono il presidente del Coni Gianni Petrucci (2000-2001) ed il giurista Guido Rossi (2006) che gestì il caos post-calciopoli. Rossi si dimise e lasciò la poltrona a Luca Pancalli. Fabbricini fu chiamato dopo le dimissioni di Giancarlo Tavecchio per la mancata qualificazione al Mondiale2018 in Russia.

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