Storie Web giovedì, Febbraio 5
Caccia Gcap, Marrone (Iai): «La Germania in squadra con Italia, Regno Unito e Giappone? È uno stop all’asse Parigi Berlino»

La Germania avrebbe sondato la disponibilità dell’Italia a farla entrare nel progetto Gcap, il caccia di sesta generazione che sta sviluppando con Regno Unito e Giappone. L’occasione, come ha riportato Il Corriere della Sera, sarebbe stata fornita dal vertice tra Italia e Germania di Villa Pamphili a Roma del 23 gennaio. Proprio in quell’occasione, con riferimento al rapporto attuale tra Italia e Germania, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha parlato di due nazioni «mai così vicine».

Una vicinanza che a questo punto sarebbe anche sul tema difesa, per lo più su quello che è considerato un progetto particolarmente strategico. Il Gcap, acronimo per “Global Combat Air Programme”, è infatti un programma di collaborazione internazionale che allo stato attuale coinvolge Italia, Regno Unito e Giappone con l’ambizione condivisa di sviluppare un sistema aereo di nuova generazione entro il 2035. Il futuro sistema aereo da combattimento, definito come il “sistema dei sistemi”, opererà nei cinque domini, aria, terra, mare, spazio e cyber, secondo una struttura stellare nella quale il fighter di nuova generazione sarà la “core platform” connessa con altri “sistemi” periferici, pilotati e non pilotati.

L’eventuale ingresso della Germania non sarebbe pertanto un dettaglio, come conferma Alessandro Marrone, responsabile del programma “Difesa, sicurezza e spazio” dello IAI, l’Istituto Affari Internazionali.

 Ritiene che l’Italia accetterà la proposta tedesca?

L’Italia dovrebbe farlo: un eventuale ingresso della Germania porterebbe investimenti pubblici e capacità tecnologico-industriali private che renderebbero il programma più solido e sostenibile. Inoltre si riduce la frammentazione in Europa sui velivoli da combattimento, riunendo nel Gcap ben 4 dei 7 Paesi del G7. Certo una partecipazione tedesca porta anche maggiore competizione per le industrie italiane coinvolte nel programma, che quindi dovranno innovare e correre di più.

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