Storie Web giovedì, Aprile 2

Sui mercati dopo il discorso di Donald Trump tornano i timori su una possibile nuova escalation in Iran. Negativi, seppur in miglioramento rispetto al mattino, i principali listini azionari europei, che venivano da tre giorni di rialzi: a Milano Ftse Mib a -1,02%, Francoforte, -1,50%, Parigi -0,87%. Londra fa eccezione, sale dello 0,32%, sostenuta dai titoli del comparto estrattivo: BP +4%, Shell +3%. 

Anche a Milano in luce gli energetici: Eni +4,56%, Saipem +2,50%, seguite da Stellantis (+1,93%) e Snam (+1,72%). Di segno opposto i bancari, con i cali maggiori per Unicredit (-3,41%) e Banco Bpm (-3,25%). Rosso anche  per StMicroelectronics, -3,50%. 

Gli investitori si aspettavano dei segnali sulle possibili tempistiche o condizioni per la fine del conflitto, che non sono arrivati. E la tensione si è riflessa anche sulle materie prime. Balza il prezzo del petrolio, con il Brent a 108 dollari al barile, sette punti percentuali in più rispetto a ieri. E ancora maggiore è il rialzo del petrolio Wti americano: +11%, ora è a 111 dollari, fatto inusuale perché il greggio americano è solitamente più massimo di uno o due dollari rispetto al Brent. Risale anche il gas naturale, in aumento dell’8% sopra i 51,5 euro e mezzo al megawattora.

Avvio negativo anche per le borse americane, con una discesa dello 0,70% per l’indice S&P500 e dell’1% per il Nasdaq dei tecnologici.

Tra le altre borse rosso anche nella notte in Asia, soprattutto per Tokyo, -2,38%, e Seul -4,47%.

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