Le centrali a carbone potranno restare in funzione fino al 2038. Lo prevede un emendamento approvato dalla commissione Attività produttive della Camera al decreto Bollette (Dl 21/2026). Il rinvio serve a spostare il termine per la chiusura, che era stato fissato dal Pniec al 2025. Di per sé non basta però a riaprire gli impianti di Civitavecchia e Brindisi, messi in stand by da fine anno: deve essere richiesta una nuova autorizzazione a bruciare carbone e l’Esecutivo deve decidere a quale utilizzo destinare le centrali, se a “riserva fredda” (si accendono quando serve) oppure rimetterli in funzione tout court. Deve inoltre essere notificata a Bruxelles la nuova scadenza.
Stop alle chiamate non richieste
Con la chiusura dei lavori in commissione e il mandato ai relatori Luca Toccalini (Lega) e Riccardo Zucconi (Fratelli d’Italia) il testo si prepara all’esame dell’Aula di Montecitorio, dove è calendarizzato già da lunedì 30 marzo, per passare poi al Senato. Tra le modifiche approvate, anche i paletti al telemarketing sulle chiamate outbound non richieste. Secondo l’emendamento presentato proprio dai relatori, una volta trascorsi 60 giorni dall’entrata in vigore della disposizione, sarà vietato effettuare sollecitazioni commerciali per telefono, anche attraverso l’invio di messaggi ai consumatori, finalizzate alla proposta e conclusione di contratti di fornitura di energia elettrica e gas. Il professionista può contattare il consumatore per telefono, anche mediante l’invio di messaggi, qualora vi sia stata una richiesta effettuata al diretto interessato attraverso interfacce informatiche di quest’ultimo oppure nel caso in cui il contatto sia stato effettuato nei confronti dei propri clienti di energia elettrica e gas che abbiano espresso specifico consenso per ricevere proposte commerciali. I contratti stipulati in violazione di queste tutele ai consumatori saranno ritenuti nulli. Gli utenti possono segnalare al Garante privacy e all’Agcom i casi di chiamata non in linea con i nuovi paletti, indicando il numero di provenienza.
La trasparenza nella consulenza sui contratti
In base poi a un altro correttivo presentato da Fratelli d’Italia, che ha ricevuto l’ok della commissione, gli operatori dei settori dell’energia elettrica, del gas naturale e delle telecomunicazioni che offrono o promuovono contratti a clienti finali sono responsabili della correttezza, trasparenza e adeguatezza delle attività di consulenza e proposta contrattuale svolte direttamente o tramite reti di vendita. Prima di stipulare il contratto, gli operatori acquisiscono le informazioni necessarie sulle esigenze del cliente e valutano l’adeguatezza della proposta contrattuale.
Anche i condòmini nelle Comunità energetiche rinnovabili
Sul fronte delle Comunità energetiche rinnovabili (Cer) l’emendamento approvato a prima firma del presidente della commissione Attività produttive Alberto Gusmeroli (Lega) punta a inserire le persone fisiche «anche nell’ambito del loro condominio» tra i soggetti che ne possono prendere parte quali soci o membri.
