Storie Web lunedì, Aprile 22
Notiziario

Crescita a doppia cifra nel 2023 per Bristot. Il brand di caffè distribuito sul mercato horeca e nella grande distribuzione ha infatti trainato la crescita della Procaffè Spa, che ha superato i ricavi pre-pandemia attestandosi a circa 40 milioni di euro, e dunque dell’intero Gruppo Procaffè che ha superato la fatidica soglia dei 50 milioni di euro di sell-out aggregato.
Una spinta rilevante è venuta dall’export, che vale il 60% del fatturato
ed è cresciuto del 10% rispetto al 2022.

«Procaffè continua a sviluppare una strategia commerciale specifica extra-Italia – spiega il Cfo Boris Battistella – in particolar modo per i mercati Usa, Grecia e Germania, dove si è dotata di filiali commerciali direttamente controllate. Abbiamo mirato al rafforzamento della nostra presenza commerciale e logistica a supporto del marchio Bristot in questi mercati strategici, sui quali c’è un rafforzamento della nostra presenza nella distribuzione organizzata. In Grecia in particolare, nel corso del 2023, abbiamo sviluppato una partnership con un importante player da cui ci attendiamo ottimi risultati a partire da quest’anno».

Il mercato italiano (40% dei ricavi) ha registrato a sua volta un’accelerazione del 13% e in questo caso i fattori chiave di successo sono stati in parallelo il consolidamento del canale horeca (bar e ristoranti)  e la crescita di Bristot nella grande distribuzione. «In controtendenza rispetto alla categoria, che registra una stagnazione, abbiamo incrementato i volumi del 15%», chiosa Battistella.

La torrefazione bellunese conferma dunque un ottimo stato di salute, ma nonostante la significativa crescita nelle vendite, le marginalità risentono delle tensioni sui mercati e degli incrementi di prezzo. «In particolare le quotazioni del caffè, soprattutto robusta, i cui livelli hanno raggiunto un record storico che non si vedeva dagli anni Novanta – spiega il Battistella – stanno creando complessità ulteriore in tutto il settore a livello globale. Paradossalmente, questi incrementi fanno passare in secondo piano quelli del gas e dell’approvvigionamento energetico di più recente memoria. Se poi aggiungiamo la crisi in atto nell’area di Suez, con conseguente ulteriore deterioramento dei flussi logistici in particolare da e per il mercato asiatico, lo scenario in cui operiamo non risulta sicuramente stabile».

D’altra parte lo scenario geopolitico è tutt’altro che sereno. «Guardiamo con preoccupazione e realismo, ma anche con cauto ottimismo allo scenario – dice il Cfo – . Il conflitto mediorientale ci impedisce di pianificare interventi di crescita in un mercato di importante sviluppo, mentre il conflitto russo-ucraino rende complesso l’accesso a due contesti commerciali di considerevole importanza per il settore del caffè». Il punto di forza sta allora nel rapporto solido costruito con i partner locali.

Condividere.
© 2024 Mahalsa Italia. Tutti i diritti riservati.