Storie Web martedì, Febbraio 27
Notiziario

Il drammatico incidente è avvenuto nel Torinese nella notte. Il piccolo di origini moldave da dicembre era ospite di una comunità per minori a Verolengo. La dirigente dell’istituto comprensivo locale: “Faceva ridere i suoi compagni, ma si vedeva che covava qualcosa”.

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“Frequentava la terza elementare e si era integrato abbastanza bene, anche se non padroneggiava bene la lingua. Faceva ridere i suoi compagni, ma si vedeva che covava qualcosa. Era arrabbiato con la vita“. Così Stefania Leonardi, la dirigente scolastica dell’istituto comprensivo di Verolengo, frequentato dal bambino moldavo di 9 anni investito e ucciso da un treno nel Torinese ieri pomeriggio dopo essere scappato dalla comunità per minori che lo ospitava.

Il giovanissimo potrebbe aver cercato di attraversare i binari e non si sarebbe accorto del convoglio in arrivo. La procura di Ivrea indaga per abbandono di minore, con l’aggravante della morte, in merito all’incidente avvenuto all’altezza di Borgo Revel (frazione di Verolengo, a 12 chilometri da Brandizzo, dove si trova la comunità ‘Mafalda’) sulla linea ferroviaria Torino-Alessandria.

Lì, qualcuno ha appeso dei fiori già di prima mattina. Poi sono comparsi un pupazzo e un mazzo di fiori. Qualcuno si è fermato a dire una preghiera:

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Quel bambino ha un anno in più di mio figlio, andavano alle elementari insieme, in classi diverse, ma si incontravano sul pullman – racconta al Corriere di Torino una donna -. Di qui ne sono passati tanti, la comunità accoglie moltissimi ragazzini e c’è un gran ricambio. Il mio pensiero va a quella piccola creatura che scappava dalla vita, agli operatori che stanno vivendo un dramma enorme e alla mamma. Quando si affida un figlio a un’altra persona il timore è sempre quello, che possa succedere qualcosa. Ma i ragazzi della Mafalda sono stupendi, sono come una famiglia”.

Il  bambino era arrivato a dicembre nell’istituto. Mauro Maurino è uno dei responsabili della comunità Mafalda: “Tra ieri sera e stamattina siamo riusciti a ricostruire come sono andate le cose ma lo riferiremo agli inquirenti. Andrei non era qui con noi da molto tempo, perciò la sua storia possiamo ricostruirla solo in modo parziale. Il nostro mestiere è quello di proteggere i bambini, invece da ieri non c’è più un bimbo di 9 anni. È una tragedia frutto di eventi e coincidenze da cui non si può tornare indietro”, dice a Torino Cronaca.

Lunedì mattina il bimbo era andato regolarmente a scuola. Dopo le lezioni è tornato in comunità ha fatto i compiti e, dopo la merenda, è fuggito. L’allarme degli educatori è stato dato alle 17.30 dagli educatori. Alcuni di loro hanno partecipato anche alle ricerche coi carabinieri hanno partecipato. Alle 19.55 il regionale per Alessandria lo travolto e scaraventato a decine di metri di distanza.

Non possiamo fare altro che pregare – conclude il parroco di Verolengo Valerio D’Amico -. Pregheremo per lui e per tutti gli operatori, che sono sconvolti e stanno attraversando un momento molto difficile”.

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