Storie Web venerdì, Febbraio 23
Notiziario

«Per Sua Santità Papa Francesco – Città del Vaticano». Beniamino Zuncheddu scrive a Papa Francesco. Una lettera al Pontefice stilata a quattro mani con il parroco di Burcei don Giuseppe Pisano, per chiedere una preghiera e un’udienza privata dopo la sentenza attesa martedì 23 gennaio, con la quale si attende un’assoluzione piena dell’ex pastore sardo.

Provata l’estraneità dell’ex pastore sardo

Nel corso del processo di revisione presso la Corte d’appello di Roma, grazie alle intercettazioni, è stata provata l’assoluta estraneità di Beniamino Zuncheddu a quell’eccidio. Anche il testimone chiave che ha accusato Beniamino ha ammesso di essere stato indotto a mentire. Quello di Zuncheddu, una volta assolto, sarà registrato come il più grande errore giudiziario della storia della giustizia italiana: poco meno di 33 anni in carcere da innocente. Beniamino si è sempre dichiarato innocente.

Zuncheddu ha passato quasi 33 anni in carcere

L’ex allevatore sardo – che oggi ha 59 anni ed è entrato in carcere due mesi prima di compiere 27 anni – ha passato quasi 33 anni in carcere, condannato all’ergastolo per la strage compiuta l’8 gennaio 1991 nell’ovile di Cuile is Coccus, sulle montagne di Sinnai, in provincia di Cagliari. Quella sera furono uccisi tre pastori: Gesuino Fadda, suo figlio Giuseppe e Ignazio Pusceddu. Il genero di Fadda, Luigi Pinna, unico sopravvissuto alla strage, si è trasformato nel principale accusatore di Beniamino Zuncheddu. Poi il processo di revisione, chiesto dall’allora Procuratore generale della Corte d’appello di Cagliari Francesca Nanni (ora Procuratore generale della Corte d’appello di Milano) e dall’avvocato Mauro Trogu, legale di Beniamino Zuncheddu, ha dimostrato l’innocenza di Beniamino.

Beniamino Zuncheddu firma la lettera che ha inviato al Papa per chiedere una preghiera e un incontro. (Ansa)

L’ordinanza di scarcerazione è giunta il 25 novembre

Beniamino Zuncheddu, nella sua Burcei grazie all’ordinanza di scarcerazione giunta il 25 novembre 2023, sta affrontando le ultime fasi del processo di revisione che si sta celebrando dinanzi la Corte d’Appello di Roma. Martedì 23 gennaio, dopo la requisitoria del Pg e le arringhe finali delle parti civili e dell’avvocato della difesa Mauro Trogu, dovrebbe arrivare la decisione dei giudici.

Monsignor Baturi: la verità si fa strada

La lettera è stata letta a Burcei nel corso di un incontro pubblico al quale ha partecipato l’arcivescovo di Cagliari e segretario generale della Conferenza episcopale italiana monsignor Giuseppe Baturi accolto dal sindaco Simone Monni. «Colpisce tanto – ha dichiarato l’alto prelato ai giornalisti – come una comunità si sia stretta attorno a un uomo che ha vissuto una vicenda veramente terribile, ma molto significativa circa i valori della verità e della giustizia. Quindi sono venuto ad associarmi alla comunità di Burcei, incontrando il signor Beniamino per esprimergli la mia solidarietà. E ricordare a tutti che la verità si fa strada, ma che la giustizia ha bisogno della partecipazione di tutti».

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