È qui che i numeri hanno cominciato a raccontare un’altra storia. Le persone che nel tempo si erano impegnate in più tipi di attività fisica (ma sempre con costanza), mostravano un rischio di morte sensibilmente più basso rispetto a chi si era concentrato su una sola disciplina. Un vantaggio del quale restava una chiara presenza anche tenendo conto della ‘quantità’ totale di esercizio. Il rapporto esercizio fisico e salute insomma non viaggia solo sulla quantità. È questione anche di varietà.
E la spiegazione a questo fenomeno sta nella fisiologia. Il nostro organismo non è un sistema a compartimenti stagni. L’attività aerobica allena cuore e polmoni, migliora l’efficienza del trasporto di ossigeno, rafforza la resistenza e la costanza (anche mentale). L’allenamento di forza (pesi, bande elastiche, attrezzi) stimola muscoli e ossa, preserva la massa magra, protegge dal declino funzionale. Sport che richiedono coordinazione e rapidità allenano anche il cervello, l’equilibrio, i riflessi. Ogni forma di movimento insomma ‘parla’ un linguaggio diverso e complementare al corpo. Alternare diverse discipline sportive o forme di esercizio fisico significa quindi allenare più sistemi, costruire una salute più globale e aumentare la resilienza di mente e corpo.
La varietà tiene viva la motivazione e scaccia la noia
Ma c’è anche un altro aspetto da non sottovalutare: la varietà tiene viva la motivazione e scaccia la noia. Chi cambia stimolo è più incline a non mollare. E in termini di salute guadagnata, ciò che davvero fa la differenza, come ben dimostrano questi studi durati trent’anni, è la continuità, la costanza. Longevità e salute sono insomma più a portata di mano di chi si allena ogni giorno (o quasi), che dei weekend warrior.
Ma tranquilli. Non è necessario trasformarci tutti in atleti multidisciplinari, in campioni di decathlon. È molto più semplice di così. Il consiglio non è quello di trovare ‘lo sport perfetto’, ma di muoversi per tutta la vita. Si può camminare per un periodo, poi scoprire i pesi, poi tornare alla bici, poi aggiungere qualcosa di nuovo. Può sembrare un ossimoro, ma non lo è: costanza e varietà sono un investimento in salute.
In un’epoca ossessionata dalle soluzioni miracolose e dalle scorciatoie tecnologiche, la conclusione dello studio sul BMJ è disarmante nella sua semplicità: il corpo umano è progettato per muoversi e ama essere ‘sfidato’ in modi diversi. Il segreto della longevità non sta nella ripetizione ossessiva dello stesso gesto, ma nella capacità di cambiare ritmo, stimolo, prospettiva.
