Un versante è europeo,
con i Corridoi Ten-T: a che
punto siamo?
Il programma attuale prevede il completamento dei 9 Corridoi entro il 2040 e per farlo occorrono 845 miliardi. Il Sud è interessato in particolare a tre corridoi, due stradali/ferroviario e uno marittimo. Ma il Connecting Europe facility (Cef) prevede 81,4 miliardi nel periodo 2028-2034. Il Pnrr ha rappresentato un impulso importante, ma non può essere considerato sufficiente per colmare un divario accumulato in decenni. Servono risorse aggiuntive: la nostra proposta è di attivare meccanismi finanziari tipo debito/equity, capaci di attrarre risorse pubbliche e private verso infrastrutture di trasporto di merci e persone, reti logistiche, energetiche e digitali strategiche. Un approccio utilizzato in molti grandi programmi infrastrutturali internazionali.
In Italia quali sono le priorità?
Innanzitutto i collegamenti ferroviari, dalla Napoli-Bari alla Salerno-Reggio Calabria, alla Palermo-Catania-Messina. Tratte necessarie sia per il trasporto passeggeri che per le merci, segmento in cui siamo sotto la media Ue e che va aumentato per ridurre il trasporto su strada (85% in Italia rispetto a una media Ue del 73%), anche il Ponte sullo Stretto va visto nell’ottica del Corridoio europeo Scandinavo-Mediterraneo. Vorrei sottolineare poi la centralità dei porti: servono opere di ultimo miglio stradale e ferroviario, connessioni con le aree industriali, maggiore intermodalità, digitalizzazione delle procedure doganali e logistiche, oltre a tempi di autorizzazione certi. Azioni necessarie per dare continuità agli investimenti e trasformarli in sviluppo industriale stabile. La legge di bilancio dovrà considerare logistica, infrastrutture, energia e digitale un’unica priorità di politica industriale. È un fattore di crescita e di competitività del paese e la gente, le famiglie e le imprese, lo capiscono: in Italia la logistica vale circa 205 miliardi di euro, pari al 9% del pil, coinvolge oltre 1,4 milioni di addetti e quasi 79mila imprese. La crescita si costruisce creando le condizioni perché le imprese possano investire con fiducia.
Il blocco dello Stretto di Hormuz ha accelerato progetti internazionali come il Corridoio Imec, che collega India ed Europa, passando per i paesi del Golfo e il Mediterraneo. Siamo pronti?
