Storie Web domenica, Gennaio 18
Bankitalia, Panetta: più autonomia strategica Europa passa da rilancio economia

«L’Europa per rafforzare la sua autonomia strategica deve puntare su tre fattori, il primo dei quali è “il rilancio dell’economia» dice Fabio Panetta, Governatore della Banca d’Italia, che interviene a Dublino, ospite della Banca Centrale d’Irlanda in occasione della ’Whitaker Lecture’ dedicata all’ex banchiere centrale irlandese Thomas K. Whitaker, e ricorda come le politiche per rilanciare l’economia europea sia ormai ben note e «ora devono essere perseguite con urgenza: maggiori investimenti, maggiore capacità di innovazione, ulteriore liberalizzazione e piena integrazione dei mercati nazionali. Questi sono i fondamenti della competitività e dell’autonomia strategica dell’Europa».

Serve un asset sicuro europeo

Si tratta – sottolinea – della prima condizione ma ce ne sono altre due prosegue il Governatore. La seconda sono mercati dei capitali europei più liquidi e integrati. Il banchiere centrale italiano rilancia il tema del safe asset: «Un passo particolarmente trasformativo sarebbe la creazione di un asset sicuro comune europeo. Una maggiore offerta di titoli privi di rischio, denominati in euro, attirerebbe investitori globali e banche centrali estere in cerca di diversificazione. Conferirebbe all’euro la struttura finanziaria di cui già godono altre principali valute». La terza condizione, afferma Panetta, è il completamento della digitalizzazione delle infrastrutture finanziarie.

Ruolo dollaro più debole, sistema multipolare ha opportunità e rischi

Per il governatore l’ordine monetario internazionale sta cambiando sotto la spinta di processi sia lenti che rapidi, come la tecnologia, e l’indebolimento del ruolo del dollaro Usa può portare verso un sistema monetario multipolare, che presenta opportunità e rischi da governare. «La multipolarità potrebbe aumentare la diversificazione, distribuendo l’onere della fornitura di liquidità globale e riducendo la dipendenza globale dal ciclo politico statunitense. Ma potrebbe anche amplificare la volatilità e i rischi di contagio» afferma Panetta nel testo dell’intervento. «In un simile contesto, il coordinamento delle politiche internazionali diventa più difficile, sebbene sarebbe estremamente necessario».

Quota Usa sulla produzione mondiale si è dimezzata in 75 anni

Il sistema basato sul dollaro Usa resta dominante ricorda Panetta ma le fondamenta di questo dominio si stanno indebolendo. «La quota dell’economia statunitense sulla produzione mondiale si è dimezzata negli ultimi 75 anni: misurata a parità di potere d’acquisto, la Cina ha superato gli Stati Uniti circa un decennio fa». Dopo il cambio di strategia commerciale Usa con l’imposizione dei dazi il sistema internazionale potrebbe cambiare, con «una riconfigurazione delle catene del valore globali e una regionalizzazione del commercio: sviluppi che potrebbero rafforzare l’attrattiva di valute ‘regionali’ come l’euro e il renminbi». Sia la valuta cinese che quella europea mancano di tutti i requisiti che possono renderle valute di riserva globali. Nel caso dell’euro, già oggi seconda valuta internazionale, «il suo limite è l’incompletezza della sua architettura finanziaria, politica e fiscale. La frammentazione dei mercati dei capitali europei e la lentezza dell’integrazione istituzionale impediscono all’euro di raggiungere la scala e la coerenza del sistema statunitense».

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