Storie Web venerdì, Agosto 7

Oltre 15 miliardi di euro di utili netti nel primo semestre del 2026. Per Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm, Mps e Bper è il miglior risultato di sempre, secondo un’analisi dei conti dei cinque maggiori gruppi bancari realizzata dalla Fondazione Fiba di First Cisl.
Alla crescita della redditività e dell’efficienza si accompagna un’ulteriore riduzione della rete e dell’occupazione: rispetto al primo semestre del 2025 sono stati chiusi 333 sportelli e i dipendenti sono diminuiti di 5.621persone. “È necessario redistribuire a lavoratrici e lavoratori il grande valore prodotto”, afferma il segretario generale della First Cisl, Riccardo Colombani.
Nel primo semestre il costo del personale è rimasto stabile in valore assoluto, ma continua a ridursi la sua incidenza sui proventi, scesa al 23,1%. Rispetto alla fine del 2022 il rapporto si è ridotto di 8,7 punti percentuali. A confermare l’elevata redditività dei cinque gruppi è anche il Roe (Return on equity), che al 30 giugno 2026 raggiunge il 15,1%, cinque punti in più rispetto alla media delle banche europee rilevata al 31 marzo 2026.
“Col risiko che impazza – osserva Colombani – le pressioni al risultato sono sempre più forti perché nessuno vuol rimanere indietro. È una prova di forza permanente per accaparrarsi quote di mercato e aumentare la profittabilità. Non è un caso che si tratti del miglior semestre di sempre”.
Gli utili netti crescono del 3,7% rispetto allo stesso periodo del 2025. A sostenere i risultati contribuiscono soprattutto l’attività assicurativa (+24,2%) e le commissioni (+6,3%). Risparmio gestito e wealth management, intanto, acquisiscono sempre più centralità.
Tornano a crescere gli impieghi, dopo un lungo periodo di sostanziale stasi, con una crescita del 6,3%. 

La qualità del credito rimane “elevata”: il rapporto tra crediti deteriorati e totale degli impieghi è all’1,1%, mentre il costo del rischio rimane contenuto. Sono in aumento, inoltre, la raccolta (+3,6% per quella diretta) e il risparmio gestito (+4,6%).
“Per mettere a terra il ridisegno della finanza nazionale saranno necessarie riorganizzazioni del lavoro a dir poco molto significative”, conclude il segretario della First Cisl, “il rinnovo del contratto nazionale non può non essere una priorità anche per i banchieri” con rinnovate tutele normative, anche per gestire la sfida “epocale” dell’intelligenza artificiale. “È arrivato il momento di dare valore al lavoro”. 

 

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