Storie Web sabato, Luglio 13
Notiziario

L’ assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ha votato le delibere per la richiesta di referendum abrogativo dell’Autonomia differenziata. Le delibere riguardano l’ abrogazione totale e parziale della legge. A favore si sono espressi la maggioranza (Pd, Europa verde, L’Altra Emilia-Romagna e Iv) e il M5s, mentre il centrodestra ha votato contro. Il via libera è arrivato al culmine di una maratona durata tutta la notte alla presenza del presidente della Regione, Stefano Bonaccini. L’ aula poi ha votato i delegati che dovranno depositare il quesito, Stefano Caliandro (del Pd) e come supplente Silvia Piccinini (M5s).

“”Sì al referendum abrogativo della legge Calderoli sull’autonomia differenziata, norma sbagliata e divisiva che rischia di spaccare il Paese” ha scritto Bonaccini, sulla sua pagina Facebook. “Con una maratona di 24 ore d’ Aula consecutive, per superare l’ostruzionismo della destra, l’Assemblea legislativa della nostra Regione, dopo quella della Campania di lunedì, ha appena votato due quesiti referendari per cancellare la proposta sbagliata e divisiva del governo e, in subordine, per stabilire che prima di devolvere qualsiasi funzione, il Parlamento e il Governo debbano definire e finanziare i Livelli essenziali delle prestazioni per tutto il Paese. Il via libera dell’Aula su iniziativa congiunta di Partito democratico, Europa verde, Emilia-Romagna coraggiosa, Italia viva, Lista Bonaccini presidente e Movimento 5 stelle”. 

Come ricordato da Bonaccini, l’ Emilia-Romagna “ha sempre sostenuto ogni processo di decentramento che avvicinasse le decisioni ai cittadini e ai territori, ma dentro un quadro chiaro di unità dell’Italia e in una logica di solidarietà e uguaglianza dei diritti”. Ma osserva il presidente “la legge Calderoli, che non mette un euro sei Lep e prevede invece che in molte materie si possa procedere all’autonomia differenziata senza alcuna garanzia di equità territoriale, rischia di spaccare ulteriormente il Paese su pilastri essenziali quali la sanità e l’istruzione. Per questo va cancellata. Dopo Emilia-Romagna e Campania, nelle prossime settimane saranno chiamate a pronunciarsi anche le altre regioni e Toscana, Puglia e Sardegna hanno già annunciato la propria adesione a questa iniziativa. Col voto di 5 consigli regionali sarà dunque possibile chiedere l’indizione del referendum, in analogia a quanto ha già fatto il comitato promotore nazionale la scorsa settimana a Roma”, ha concluso Bonaccini.

Zaia: se si va al referendum sarà guelfi contro ghibellini

“Se andiamo al referendum l’Italia che ne uscirà non sarà più la stessa. Sarà una guerra tra guelfi e ghibellini, o meglio di italiani contro italiani“. Lo ha detto Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, intervistato dal Corriere della Sera a proposito della richiesta di referendum per abrogare l’Autonomia differenziata che le cinque Regioni governate dal centrosinistra vogliono portare avanti. “Se passa il referendum, chi ha atteso per anni l’Autonomia si sentirà defraudato. Viceversa, se non passasse, chi aveva creduto di abrogare la riforma avrà ancora più rabbia in corpo”, sostiene il governatore.

“L’ Autonomia è una opportunità, una scelta ineludibile se non si vuole che diventi una necessità calata dall’alto – sostiene Zaia – Io cito sempre il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per ricordare che la definì ‘un’assunzione di responsabilità'”. Poi lancia una ‘sfida’ ai colleghi di centrosinistra: “Visto che si sono messi in posa davanti ai fotografi per lanciare il referendum abrogativo, provino a lanciare una proposta alternativa. Firmino tutti insieme un progetto di legge sull’autonomia regionale per come la vorrebbero loro. Voglio proprio vedere se sono in grado di trovare un’intesa unitaria. Altrimenti, sono solo chiacchiere”.

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