Storie Web lunedì, Aprile 13

Per stimolare la domanda nel settore automotive «prevediamo misure mirate, tra cui la reintroduzione di incentivi per i veicoli, anche commerciali, in modo da facilitare il rinnovo del parco circolante e sostenere la ripresa del mercato». Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in un messaggio letto durante il convegno sul settore automotive organizzato da Federauto nella sede dell’Automobile Club di Milano. «Credo davvero che insieme a tutti gli operatori della filiera possiamo tracciare il percorso per una transizione sostenibile, equilibrata ed inclusiva, che faccia ripartire un mercato da troppo tempo depresso, così da affrontare le sfide attuali e registrare i successi per il nostro Paese e per l’Europa», ha sottolineato.

Urso: «Idee Green Deal folli»

Nel settore automotive, ha spiegato il ministro, «l’andamento ancora crescente della compravendita dell’usato denota come, in realtà, il mercato chieda prodotti, ma evidentemente l’offerta non incontra i reali poteri d’acquisto delle famiglie. In questo contesto il Governo italiano ha dato una scossa all’Unione europea, mettendo in discussione le folli idee del Green Deal».

«Stiamo attraversando una congiuntura epocale che impatta sull’automotive»

 «Stiamo attraversando una congiuntura epocale per molte ragioni di natura geopolitica, industriale e tecnologica che impattano anche l’automotive – ha ricordato il ministro -. Lo scorso anno le immatricolazioni sono calate per auto e per i veicoli commerciali, facendo registrare per la filiera produttiva italiana una contrazione significativa».

Il rimando al non-paper

 «Siamo stati pionieri di una posizione fuori dal coro, promuovendo già nel novembre 2024 un non-paper (documento informale di proposta, ndr) sottoscritto da altri 14 Stati membri che indicava con chiarezza le riforme radicali, le azioni strategiche e i fondi adeguati che servono per uscire dalla crisi. Con un nuovo non-paper, a fine marzo, abbiamo ribadito che la proposta della Commissione europea di revisione degli standard sulle emissioni di Co2 per le automobili non ci soddisfa, mantenendo in gran parte l’attuale quadro normativo che non contempla un approccio tecnologicamente neutrale», ha detto il ministro.

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