Storie Web mercoledì, Marzo 11

BRUXELLES – Dopo sofferti negoziati, la Commissione europea ha presentato martedì 16 dicembre una attesa revisione del controverso regolamento sulle emissioni nocive delle auto. In buona sostanza, l’esecutivo comunitario punta a una riduzione del 90% delle emissioni nocive entro il 2035, aprendo la porta per il restante 10% ai motori ibridi e ai motori termici. La messa su strada di questi motori dovrà però essere compensata dall’uso di acciaio verde o di carburanti moderni.

Si legge nel comunicato della Commissione: «Dal 2035, le case produttrici dovranno rispettare un obiettivo di calo delle emissioni del 90%, mentre il restante 10% dovrà essere compensato attraverso l’uso di acciaio a basse emissioni di carbonio prodotto nella UE o di carburanti sintetici o biologici. Ciò consentirà alle auto ibride plug-in, agli estensori di batteria, alle auto ibride leggere e ai veicoli con motore a combustione interna di continuare a svolgere un ruolo anche dopo il 2035».

In buona sostanza, dalla metà del prossimo decennio saranno autorizzati all’immatricolazione i veicoli 100% elettrici, e nei limiti del 10% delle emissioni, saranno permessi anche i veicoli ibridi ricaricabili, i veicoli con estensore di autonomia, e i veicoli con motori termici. «Tutte le potenziali emissioni aggiuntive generate da tali flessibilità dovranno essere pienamente compensate a monte», ha precisato in una conferenza stampa a Strasburgo il commissario al mercato unico Stéphane Séjourné.

Inoltre, Bruxelles ha illustrato modifiche normative per facilitare la produzione e la vendita di auto elettriche di una lunghezza massima di 4,20 metri. Raccomanda vantaggi specifici: «Bonus all’acquisto, programmi di rottamazione, condizioni di parcheggio favorevoli, esenzioni o riduzioni dei pedaggi, e ricarica a tariffa ridotta». Ha notato il commissario Séjourné: «Questi veicoli beneficeranno di un superbonus nel calcolo delle emissioni di Co2 dei costruttori, se sono prodotti in Europa».

Le proposte presentate dalla Commissione europea vengono incontro alle richieste di alcuni governi e di alcune società. Il tentativo è di trovare un equilibrio tra l’urgenza di decarbonizzare il settore automobilistico e la necessità di aiutare l’industria a competere con i concorrenti, in particolare cinesi. Il tema è stato oggetto di intensi negoziati nel corso degli ultimi mesi, e della pressione della Germania, preoccupatissima dello stato di salute delle sue case automobilistiche.

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