Storie Web martedì, Febbraio 10
Aumento di 200 euro per i 20mila orafi e argentieri

I 20mila lavoratori orafi e argentieri avranno un aumento medio sui minimi retributivi di 200 euro, un welfare più generoso, maggiori tutele soprattutto contrattuali e sulla salute e sicurezza. Solo per citare una delle novità, nelle unità produttive oltre i 200 addetti è stato inserito l’obbligo dei break formativi in materia di salute e sicurezza e in tutte le aziende è stata prevista la segnalazione dei quasi infortuni. Sono questi alcuni dei temi che hanno condiviso Confindustria-Federorafi e i sindacati (Fiom, Fim e Uilm) nell’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale Orafi-Argentieri, raggiunta a Milano. Come spiega Mirco Rota, in una nota Fiom, «l’intesa prevede un aumento della retribuzione mensile pari al 10,51% rispetto ad un indice Ipca-Nei, che nel periodo di vigenza contrattuale (2025-2028) è previsto in aumento del 7,2%. Sui minimi questo si traduce in un aumento di 200 euro al quinto livello, pari a 58,26 euro in aggiunta alla programmazione Ipca-Nei dei prossimi tre anni».

Il contratto era scaduto a fine 2024 sia per la parte normativa che economica e il rinnovo recupera anche il potere di acquisto perso dai lavoratori per effetto della fiammata inflattiva non prevedibile al momento della firma del precedente rinnovo, avvenuta nel 2021 con un aumento di 99 euro.

Tra i miglioramenti retributivi si segnala anche la maggiorazione del 10%, a partire dal primo giugno 2026, sul lavoro notturno e l’aumento del welfare da 200 a 220 euro dal primo giugno del 2028, oltre al supplemento festivo di 50%.

Per il miglioramento della conciliazione vita-lavoro è stata condivisa anche una riduzione dei tempi per la richiesta dei Par, da 15 a 10 giorni e, per la prima volta, è stata introdotta una regolamentazione per la trasferta e la reperibilità, temi che non erano mai stati affrontati nel contratto.

Sulla flessibilità l’accordo tra imprese e sindacati ha previsto una regolamentazione dei contratti a termine che in caso di utilizzo di causali necessarie per il superamento dei 12 mesi e fino ai 24 mesi, prevede una stabilizzazione degli stessi nella misura minima del 20% e con la garanzia per le aziende fino a 15 dipendenti di almeno una stabilizzazione. Allo stesso modo per lo staff leasing è prevista una limitazione temporale di 48 mesi che consente ai lavoratori di scegliere per l’assunzione a tempo indeterminato presso l’azienda utilizzatrice.

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