Storie Web venerdì, Aprile 3

Sparigliare le carte. È questo l’obiettivo col quale il Consorzio dell’Asti e del Moscato d’Asti sta per lanciare il nuovo spumante, dolce, rosé. Un unicum nel panorama enologico almeno italiano, un prodotto del tutto nuovo e che, nel primo anno, sarà realizzato in quantitativi compresi tra i 5 e i 10 milioni di bottiglie.

Un prodotto completamente nuovo, qundi, che sarà presentato ufficialmente a Vinitaly 2026 dopo che la modifica del disciplinare di produzione è stata pubblicata in Gazzetta ufficiale lo scorso 23 marzo al termine di un iter avviato nel 2023.

«Uno spumante che non nasce per brindisi rituali – spiegano al Consorzio di tutela – ma per inserirsi in modalità di consumo più contemporanee per intercettare un pubblico nuovo, più consapevole e curioso. Sarà uno spumante prevalentemente dolce anche se ci saranno anche le versioni sec e demi-sec. Un vino con uno sguardo rivolto ai mercati internazionali e l’obiettivo di collocarsi in una fascia di prezzo leggermente superiore alla media della denominazione».

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il prodotto potrà essere proposto in tutte le varianti, dal dolce all’extra brut, lasciando alle cantine ampi margini di personalizzazione stilistica, anche in funzione delle esigenze dei diversi mercati di destinazione.

La nuova bollicina (imbottigliabile a partire da trenta giorni dalla pubblicazione in GU) sarà realizzata con un blend composto da uve Moscato destinate all’Asti Docg (dal 70% al 90%) e uve Brachetto destinate al Brachetto d’Acqui Docg (dal 10% al 30%).

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