Al Sud e nelle Isole si concentra il 67% dei nuclei familiari beneficiari dell’Assegno di inclusione che ha coinvolto oltre un milione di famiglie, pari a poco più di 2,4 milioni di persone, da gennaio 2024 per un importo medio mensile erogato di 683 euro.
Al Nord il 19% degli assegni
L’incidenza del Sud e delle Isole sale al 72% in termine di persone coinvolte. Questo disallineamento, spiega l’Inps, è dovuto al fatto che il numero medio di componenti familiari per nucleo risulta pari 2,4 persone, con un picco nel meridione, dove il valore è pari a 2,5; di contro, il numero medio di persone nel nucleo risulta di gran lunga inferiore nelle regioni settentrionali dove è pari a 2. Nella distribuzione dei percettori seguono le regioni del Nord con oltre il 19% ed infine quelle del Centro con il 14%.
Facciamo un passo indietro, a gennaio 2024 il governo Meloni ha abolito il reddito di cittadinanza, introducendo due misure diverse, l’Assegno d’inclusione (Adi) come strumento di contrasto alla povertà, alla fragilità e all’esclusione sociale delle fasce deboli e il Supporto per la formazione e il lavoro (da settembre 2023) come strumento di politica attiva del lavoro (che coinvolge anche gli attivabili di Adi). Malgrado le differenze tra le misure, dunque, anche dopo l’abolizione del reddito di citttadinanza il Mezzogiorno resta l’area dove si concentra la maggiore richiesta, segno del maggior disagio sociale.
In Campania e Sicilia il gran numero di percettori a giugno
In particolare nel solo mese di giugno 2026 i nuclei beneficiari di Adi sono stati 690mila, pari a quasi 1,6 milioni di persone, con un importo medio erogato di 672 euro. La regione con il maggior numero di beneficiari, come ai tempi del Reddito di cittadinanza, si conferma essere la Campania: a giugno hanno percepito in media 725 euro di assegno 168mila famiglie con 439mila persone. Segue la Sicilia con 143mila nuclei e 367mila persone che hanno avuto in media 711 euro, la Puglia con 70mila nuclei, e 161mila persone con 673 euro, e il Lazio con 57mila nuclei, 115mila persone ed un importo medio di 658 euro.
Tra queste 690mila famiglie, 251 mila nuclei hanno minori a carico, 288mila persone con disabilità, 366mila ultrasessantenni, 254mila carichi di cura, 13mila persone in condizione di svantaggio. Da notare che nel 2026 è stata ampliata la platea di beneficiari attraverso un intervento sul calcolo dell’Isee, con una maggiore franchigia per l’abitazione principale e maggiorazioni della scala di equivalenza per i nuclei con figli. Il contributo straordinario è stato esteso ai nuclei che hanno concluso il primo ciclo di 18 mensilità a novembre 2025, e dal 1° gennaio 2026 è stato eliminato il mese di sospensione tra la fine di un periodo di fruizione e il rinnovo, garantendo continuità nell’erogazione (con la prima mensilità rinnovata al 50%).
