Storie Web venerdì, Febbraio 23
Notiziario

Artem Uss, il magnate russo arrestato a Milano su mandato Usa per contrabbando di petrolio e traffico di tecnologie militari per la guerra in Ucraina, era fuggito dai domiciliari in Italia. Furono cinque le persone ad aiutarlo nella sua fuga da Basiglio.

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Le autorità di Lubiana hanno eseguito ieri sera l’ordinanza cautelare nei confronti del 39enne sloveno Matej Janezic, uno dei cinque che avevano aiutato il magnate russo Artem Uss nella sua fuga da Basiglio, dove era detenuto in attesa di estradizione verso gli Stati Uniti: l’imprenditore era stato arrestato a Milano su mandato Usa per contrabbando di petrolio e traffico di tecnologie militari per la guerra in Ucraina.

Il commando di uomini che aiutò a evadere l’uomo d’affari russo

È il terzo uomo del commando che ha trasferito l’affarista russo nei Balcani, da dove avrebbe poi raggiunto la Russia sfruttando una rete internazionale di contatti: uno di loro, Boris Jovancic, era già stato fermato a Desenzano, nel Bresciano, mentre l’altro complice (nonché padre) Vladimir Jovancic si trovava in Croazia. Matei Janezic, rientrato in Italia nell’ottobre del 2023, era arrivato come un turista qualsiasi a Milano: qui, prima di partecipare al blitz per la liberazione del prigioniero russo inseguito dagli Usa per commercio illecito di materiale bellico, alloggiava in un hotel di lusso del centro. Ora restano in fuga solo i serbi Srdan Lolic e Nebojsa Ilic.

Chi è Artem Uss

L’uomo, figlio di un potente politico russo vicino al presidente Vladimir Putin, era stato arrestato il 17 ottobre del 2022 all’aeroporto di Milano Malpensa, in esecuzione del mandato di arresto emesso il 26 settembre dal dipartimento di giustizia degli Stati Uniti d’America, per i reati di associazione criminale per frode ai danni dello Stato, associazione criminale per violazione dell’International economic power Act, associazione criminale per la commissione di frode bancaria, associazione in riciclaggio di denaro, puniti con pene fino a 30 anni di reclusione.

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L’evasione da Basiglio (Milano)

Un mese dopo l’arresto, un collegio del Tribunale di Milano aveva approvato la sua richiesta di essere trasferito ai domiciliari. A quel punto l’ambasciata americana a Roma aveva chiesto alle autorità italiane di ripensarci, per i rischi di fuga, ma il ministero della Giustizia aveva rimandato la competenza sui domiciliari ai giudici. Il 22 marzo, il giorno dopo che il Tribunale di Milano ha approvato la richiesta di estradizione di Artem Uss verso gli Stati Uniti, l’imprenditore russo detenuto in un lussuoso appartamento di Basiglio (Milano) è scomparso nel nulla: il braccialetto alla caviglia, che funzionava solo sulla rete wi-fi dell’appartamento, ha allertato le forze dell’ordine che aveva lasciato l’edificio, ma quando sono arrivate era troppo tardi.

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