Storie Web venerdì, Febbraio 23
Notiziario

Artem Tkachuk è uno degli attori che grazie al personaggio di Pino in “Mare Fuori” è diventato estremamente popolare, ma la sua è una storia molto complicata. Si è aperto al podcast One More Time di Luca Casadei e ha raccontato delle difficoltà di crescere con i nonni in Ucraina per poi arrivare in Italia, a sei anni, in un ambiente completamente diverso. Doveva partire per Londra, ma poi arrivò la chiamata di Mare Fuori:  “Mi sono detto: lo posso fare, voglio provarci”. E poi il regalo di Massimiliano Caiazzo che gli ha cambiato la vita: “Stavo perdendo la testa, ma poi ho iniziato a credere in me stesso”. 

L’arrivo ad Afragola: l’inizio difficile

L’arrivo ad Afragola non è stato dei più semplici. All’età di sei anni, dopo una prima parte d’esistenza vissuta tra i boschi e le campagne, si è ritrovato in un blocco di cemento: “Questa cosa mi irritava”. 

All’età di sei anni arrivo in Italia, non sapevo l’italiano, mi sono trovato in un habitat diverso, dalla campagna a un blocco cementato, questa cosa mi irritava. Ho cambiato due o tre istituti perché alle scuole elementari ero un ragazzino un po’ violento, le scuole non volevano prendersi la responsabilità. Sono rimasto per un po’ in Italia, poi mia madre ha deciso di farmi ripartire con i miei nonni dopo 6/8 mesi perché c’erano molti problemi, non solo economici. Sono tornato in Italia a 10 anni… Da quel momento in poi ho dovuto affrontare la povertà culturale dell’ambiente in cui sono cresciuto, è quella la vera povertà. C’era ignoranza, c’era pigrizia di fare, di non evolversi, di non crescere dal punto di vista mentale, spirituale. Una pigrizia che ti porta a evadere il problema, schivarlo e non risolverlo.

Il provino a Mare Fuori: la salvezza

Artem Tkachuk racconta che il provino a Mare Fuori è arrivato proprio nel momento in cui la valigia era pronta, destinazione Londra. Stava per cambiare tutto della sua vita, ma la vita ha deciso per lui:

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Feci il provino a Mare Fuori, dovevo partire per Londra ma il venerdì mi arriva la telefonata che lunedì c’è l’ultimo casting con Carmine Elia che ti vuole parlare. Andai lunedì e non feci alcun provino, mi dissero che ero stato preso per la naturalezza della mia recitazione. Allora mi sono detto: lo posso fare, voglio provarci e vedere che succede.

Il regalo di Massimiliano Caiazzo

Terminata la prima stagione di Mare Fuori, l‘irrequietezza di Artem gli stava giocando un brutto scherzo. Così, arriva quel regalo da parte dell’attore che lo ha portato a restare per diventare una delle stelle della produzione:

Stavo perdendo la testa perché non sapevo cosa fare della mia vita. Non pensavo di continuare finché Carmine Elia, dopo una scena, mi dice che non devo mai abbandonare il mio talento. C’era un’accoglienza nelle sue parole, era molto umano e questa cosa mi ha dato un pizzico di fiducia. Nell’ultimo giorno di riprese, Massimiliano Caiazzo mi regalò un libro di Stella Adler, l’insegnante di Marlon Brando e tutta Hollywood, e quando leggevo quello che c’era scritto nel libro mi dicevo: cavolo, tutto quello che c’è scritto qui dentro io lo sto già facendo. Ho iniziato allora a credere in me stesso.

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