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Ospite di Verissimo, Arianna Mihajlovic ha raccontato il difficile anno vissuto senza il marito Sinisa, morto nel dicembre 2022 a causa della leucemia. “Continuo a vivere per i miei figli e per onorarlo. Era un combattente e amava tantissimo la vita”, ha detto.

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Arianna Mihajlovic è stata ospite di Verissimo nella puntata del 21 gennaio. A Silvia Toffanin ha raccontato il difficile anno vissuto dopo la morte del marito Sinisa Mihajlovic, scomparso il 16 dicembre 2022 a causa di una leucemia. “Continuo a vivere per i miei figli e per onorare Sinisa, che era un combattente e amava tantissimo la vita. Voglio ricordare in ogni momento mio marito”, ha detto la donna.

Arianna Mihajlovic, un anno senza il marito Sinisa

Airanna Mihajlovic ha passato 27 anni accanto a Sinisa, padre dei suoi cinque figli. “É stato un grande amore e sono felice, nonostante quello che ci è capitato”, ha raccontato. Il 2023 è stato per lei un anno doloroso, durante il quale ha fatto i conti con la perdita del marito:

È stato un anno difficilissimo, ho alternato emozioni diverse. I primi mesi non riuscivo a fare nulla, poi con l’aiuto di un professionista sto cercando di elaborare il lutto e accettarlo. Continuo a vivere per i miei figli e per onorare Sinisa, che era un combattente e amava tantissimo la vita. Voglio ricordare in ogni momento mio marito.

La scoperta della malattia

La moglie di Sinisa ha ripercorso con Silvia Toffanin gli ultimi quattro anni della sua vita, dalla scoperta della malattia del marito alla sua morte, nel dicembre 2022. Il primo campanello d’allarme è stato un malore durante una vacanza in Sardegna:

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Mi ero accorta che era un pò più stanco del solito. Il giorno dopo una partita di tennis con un amico non si alzava più dal letto, non riusciva più a camminare. Siamo andati al pronto soccorso, ma non hanno capito bene cosa fosse.

Poi la diagnosi di leucemia, che Sinisa ha scelto di comunicare alla moglie con una chiamata:

Poi è partito per Bologna, mi ha chiamato al telefono e mi ha detto “Amore ho la leucemia”. Non sapevo cosa fare, sono rimasta in silenzio. Gli ho detto che avremmo affrontato tutto, la prima volta eravamo molto forti e pensavamo di vincerla.

“I medici mi hanno detto che non c’era più nulla da fare”

Dopo la diagnosi, ha raccontato Arianna Mihajlovic, Sinisa ha subito il primo trapianto di midollo e tutto sembrava essere tornato come prima. A due anni e mezzo di distanza, però, il tumore è tornato: “Ha avuto una ricaduta e lì ho avuto veramente paura di perderlo. Ho capito che la situazione era grave. Poi ha subito un secondo trapianto, che è andato male”. L’ultima speranza era una cura sperimentale a Bergamo che, nonostante una buona partenza, non ha dato i risultati sperati. I medici hanno così comunicato alla donna che per Sinisa non c’era più nulla da fare: 

I medici mi hanno detto che non c’era più nulla da fare. Con i miei figli abbiamo deciso di non dirlo a lui. Abbiamo vissuto l’ultimo mese sapendo che sarebbe morto di lì a pochi giorni. Mi ha detto “mi dispiace di non poter veder crescere i miei figli”. Questi 4 anni sono stati devastanti, ho avuto degli shock per quello che ho visto negli ospedali, vedevo negli occhi di Sinisa il terrore. Devo riprendermi ancora da questi momenti e ancora oggi la notte ho dei flash di tutte le cose che ho visto.

Le ultime ore di Sinisa Mihajlovich

Il noto allenatore di calcio è scomparso il 16 dicembre 2022, circondato dall’affetto della moglie, dei figli e degli amici più cari. “In quel momento eravamo tutti lì– ha detto Arianna- ci siamo messi intorno al letto, respirava a fatica. Poi gli ho preso la mano e gli ho detto “ci penso io ai ragazzi”. Appena ho pronunciato queste parole, ha fatto l’ultimo respiro“. Un momento che ha fortemente scosso la moglie, che è poi scoppiata a piangere per la prima volta da anni:

È stato bruttissimo, ma abbiamo sentito intorno a lui una forza enorme e ci siamo messi a piangere tutti. Non mi ero mai fatta vedere piangere da lui, ero la sua roccia. Ora i miei figli stanno facendo tanto, non si sono chiusi in loro stessi. Stanno diventando forti, vogliono dimostrare al padre che ce la possono fare. 

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