L’appuntamento è per domani mattina nella sede di Confindustria di Siracusa. Un incontro voluto dall’Irsap (l’Istituro regionale per lo sviluppo delle attività produttive) guidato da Marcello Gualdani, per fare il punto sulla situazione delle aree industriali. In questo caso si parlerà della zona industriale che sta a cavallo tra i comuni di Priolo Gargallo, Melilli e Augusta, ma il tema è molto più ampio. Il confronto con imprese e istituzioni organizzato dall’Irsap punta ad approfondire le prospettive del polo siracusano e, più in generale, il futuro delle zone produttive dell’isola. Le ex aree dei consorzi Asi – oggi gestite o coordinate dall’Irsap – coprono, secondo diverse stime, complessivamente oltre novemila ettari distribuiti in tutta la Sicilia e all’interno di queste aree operano circa duemila aziende tra industria, logistica, energia e trasformazione agroalimentare e, accanto alle imprese, esistono terreni urbanizzati, capannoni industriali, infrastrutture e servizi consortili. In molte aree industriali siciliane le aziende operano su terreni assegnati dai consorzi negli anni passati con concessioni o diritti di superficie che non sempre sono stati trasformati in proprietà definitiva. La ricostruzione di queste situazioni è il passaggio necessario per rendere più trasparente la gestione delle aree e consentire eventuali operazioni di vendita o valorizzazione.
L’anno scorso è stata approvata una riforma che introduce procedure più chiare per la predisposizione degli elenchi dei beni da alienare e per il trasferimento dei terreni alle imprese: l’obiettivo è semplificare la governance delle aree produttive e creare condizioni più favorevoli per nuovi investimenti. Una norma voluta dall’assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo e dal governo regionale guidato da Renato Schifani nella consapevolezza che sbloccare le aree industriali possa avere un ritorno importante in termini di attrazione degli investimenti Uno dei passaggi più importanti della norma riguarda la ricognizione del patrimonio immobiliare dei consorzi in liquidazione. Su questo fronte il lavoro dei commissari liquidatori è in una fase avanzata. «Oggi – dice Michele Cimino, commissario liquidatore dei consorzi di Palermo, Trapani, Gela, Agrigento e Caltanissetta (in pratica tutta la Sicilia occidentale) – ho un incontro con i consulenti e la prossima settimana presenterò i bilanci che contengono la quantificazione del patrimonio di cui parliamo. Nel frattempo ho avviato un dialogo con alcuni enti locali per l’utilizzo di parte delle aree per fini pubblici, abbiamo pronte le lettere da inviare a chi occupa le aree senza titolo e stiamo lavorando per partecipare alla rottamazione quinquies per sanare il fronte dei debiti nei confronti dell’erario».
Marzo potrebbe quindi rappresentare un passaggio importante per questa parte della Sicilia. «Le aree industriali siciliane – dice il presidente di Sicindustria, Luigi Rizzolo – devono compiere un salto di qualità definitivo e diventare veri ecosistemi produttivi competitivi, attrattivi e integrati. Le condizioni economiche regionali e strumenti come la Super Zes e la decontribuzione Sud sono opportunità concrete. Ma senza aree funzionanti la competitività torna a zero. Serve un Irsap pienamente operativo, interlocutore unico con competenze chiare, tempi certi e procedure semplici, e va accelerata la liquidazione delle ex Asi. Senza una governance efficace e la chiusura definitiva di questa fase, ogni incentivo rischia di poggiare su basi fragili». Intanto la commissione Attività produttive dell’Assemblea Regionale Siciliana, presieduta da Gaspare Vitrano, ha avviato l’esame delle norme che puntano a sistemare alcuni aspetti della legge di riforma varata l’anno scorso. «È fondamentale – dice Tamajo – che le aree industriali disponibili vengano messe rapidamente in vendita. Solo così potremo dare risposte immediate alle imprese che vogliono investire e creare lavoro in Sicilia. Per farlo serve una norma chiara che passi dall’Assemblea Regionale Siciliana e che consenta di attivare in tempi brevi tutte le procedure necessarie».
